L’Antartide si solleva e mette a rischio il Pianeta
Il cambiamento climatico sta comportando lo scioglimento dei ghiacciai che, a sua volta, sta provocando l’innalzamento dei mari e il sollevamento dell’Antartide, con conseguenze a dir poco catastrofiche per l’intero Pianeta.

L’Antartide si sta sollevando e la catastrofe è dietro l’angolo. Eppure, se si riducessero davvero le emissioni di CO2 tutto questo si potrebbe evitare. Al contrario, continuando come fatto finora, il livello del mare continuerà a crescere mettendo a rischio isole, città e regioni costiere. Questo è quanto emerso da un recente studio condotto in Canada da un gruppo di ricercatori che ha analizzato la correlazione tra cambiamento climatico, emissioni di anidride carbonica, scioglimento dei ghiacciai e sollevamento della calotta artica.
Lo studio di Montreal
A confermare che la calotta glaciale artica si stia sollevando influenzando drasticamente l’innalzamento del livello dei mari è un gruppo di ricerca internazionale dell’Università McGill di Montreal in collaborazione con il Dipartimento di Geoscienze dell’Università Statale della Pennsylvania, il Dipartimento di Scienze della Terra, Geografiche e Climatiche dell’Università del Massachusetts e il Lamont Doherty Earth Observatory dell’Università Columbia di New York.
La conclusione della loro ricerca non lascia alcun dubbio: dopo aver realizzato un innovativo modello 3D della Terra per misurare i valori sismici e il sollevamento degli strati rocciosi posti sotto la calotta glaciale artica, hanno determinato che quest’ultima si stia sollevando proprio a causa dello scioglimento del ghiaccio provocato, a sua volta, dall’uomo.
Questo processo, definito “sollevamento post-glaciale”, potrebbe essere positivo sull’innalzamento del livello dei mari se solo le emissioni di CO2 non fossero così elevate, e la ragione è piuttosto semplice: una volta sollevato il terreno, il ghiaccio verrebbe allontanato dal mare riducendo il flusso dell’acqua e, di conseguenza, l’innalzamento del livello del mare di un abbondante 40%.
Peccato, però, che le attuali emissioni di CO2 compromettano tutto questo: nelle condizioni attuali, infatti, il terreno in risalita non riesce a contenere la fusione del ghiaccio e favorisce l’espulsione dell’acqua in mare, aumentandone il livello.
Intere zone potrebbero essere sommerse
Parlando strettamente di numeri, i ricercatori hanno stimato che contenendo le emissioni l’innalzamento del livello del mare potrebbe fermarsi a 1,7 metri entro il 2500; al contrario, continuando a crescere, raggiungerebbe anche i 20 metri.
E questi dati non tengono conto, tra l’altro, dello scioglimento dei ghiacciai di Groenlandia e altre regioni; molte isole oceaniche, soprattutto quelle del Pacifico, rischiano di essere letteralmente sommerse, così come alcune città costiere (Venezia inclusa) e intere regioni del sud-est asiatico.

In sostanza, lo studio compiuto a Montreal sottolinea l’emergenza di intervento per limitare i danni derivanti dallo scioglimento dei ghiacciai che, al momento, comportano la vera e propria scomparsa di intere regioni. Il primo passo sarebbe di limitare quanto più possibile le emissioni di CO2, dato che nel 2024 si è raggiunto un nuovo record, ed è necessario che tutte le istituzioni e tutti i governi si adoperino in nome di un obiettivo comune.