Lago Endine, al via la bonifica con recupero sostenibile
Il Lago bergamasco ritroverà il suo splendore naturale grazie ad una forte iniziativa mirante al recupero di flora e fauna di questo specchio d’acqua lombardo contaminato dall’invasione di alghe. Un restyling che mira a farne un polo attrattivo dello sviluppo sostenibile della provincia di Bergamo.

Le perdite dell’ecosistema spesso orbitano attorno ad un solo e catartico problema, cioè la biodiversità. Un patrimonio veramente reso fragile dalle ripercussioni dei cambiamenti climatici, a cui l’uomo solo svoltando a pieno e abbracciando uno sviluppo sostenibile potrà sopperire. Una risposta che dal Protocollo di Kyoto, ad oggi ha trovato nuovo eco con gli Accordi di Parigi. Una sostenibilità che è divenuta motore per la salvaguardia di flora e fauna, in particolare anche nel nostro stivale tricolore.
Alle numerose iniziative di recupero del verde di boschi e foreste, corrisponde anche quello di bacini e fonti d’acqua compromessi da comportamenti inadatti, scarsa manutenzione e peggio ancora da sversamenti inquinanti. Tantissimi infatti sono i laghi e altre fonti d’acqua che rischiano di perdersi definitivamente. Innumerevoli sono le denunce ambientaliste per un intervento deciso e depurativo nelle grandi città, come per esempi il Tevere capitolino oppure il fiume Sarno e i regi lagni della Campania. Ciononostante, a questi si affianca la necessità di interventi forti e mirati in laghi, stagni e altri bacini idrici.
Lago Endine, progetto sostenibile

Un nuovo progetto è stato salvaguardare e recuperare il Lago Endine, uno specchio d’acqua caratteristico del paesaggio bergamasco. Un posto compromesso in modo particolare dall’aumento vertiginoso di alghe e altre piane cresciute in maniera sfrenata a causa del binomio tra inquinamento ed elevate temperature, unitamente all’incuria e alle malversazioni dell’uomo.
Operazione con grande investimento per impiantare un recupero sostenibile, ove alla bonifica del lago vedrà affiancarsi iniziative che rilancino positivamente il territorio. Un’azione atta anche a sensibilizzare sulle risorse che questo posto può offrire sul piano economico e occupazionale, fino ad essere un nuovo punto adibito allo sport e alla cultura.
Il progetto è stato realizzato grazie al lavoro congiunto tra l’Autorità di Bacino Lacuale sabina e ai finanziamenti disposti dalla Regione Lombardia miranti a rendere efficiente questo microcosmo che rischia di perdersi. L’intervento vedrà strutturali impieghi di manutenzione e monitoraggio del verde che cresce nell’acqua. Due volte l’anno, infatti verrà eseguito il taglio delle alghe e lo sradicamento del canneto, con specifica posa anti-ghiaia per ristabilire la normale crescita della naturalezza del sito.
Laghi, patrimonio da tutelare

I Laghi o meglio i bacini idrici naturali sono tra le massime realtà della natura colpite dal climatic change. Evidentissima è l’emergenza idrica, correlata alla siccità che sta distruggendo oltre al fenomeno di dislivelli al limite dell’aridità. Eppure, permangono ulteriori gravità che necessitano operazioni decise e decisive per evitare questa sciagura.
Lo scorso anno, ad esempio fece scalpore il “Je accuse” per la salvaguardia dei cinque laghi della città di Ivrea. Solo il bando comunale per la riqualificazione sostenibile è riuscita a portare pochi spiragli positivi. Sintomo di una manovra che le autorità ambientali dovranno mettere in pratica quanto prima per evitare perdite orografiche consistenti.