La vespa orientalis invade le città: scatta l’allerta
Favorita dal riscaldamento globale, la vespa orientalis, specie autoctona del Mar Mediterraneo, si sta adattando perfettamente all’interno delle città. Perché bisogna fare attenzione?

L’Italia è tra i Paesi più colpiti: sono più di 5 anni che numerose città segnalano la presenza della vespa orientalis e, ovviamente, dei danni causati. Da Grosseto a Genova, passando per Lucca e Roma, questo pericoloso insetto continua a proliferare, espandersi e decimare le popolazioni di api. Insomma, la sua presenza si fa ben notare ed è molto importante prestarle attenzione, perché potrebbe avere ripercussioni anche sugli esseri umani.
Cos’è la vespa orientalis?
La vespa orientalis è un insetto rossiccio, lungo dai 3 ai 5 centimetri, in grado di produrre veleno. Ciò significa che se punge le persone, queste ultime possono avere reazioni anafilattiche anche molto pesanti. Tuttavia, non è tanto questo l’aspetto che preoccupa maggiormente, quanto l’impatto che questo insetto possa avere sull’intero comparto del miele, già in estrema difficoltà per via del riscaldamento globale.
La vespa orientalis, infatti, è una specie termofila, quindi vive e si riproduce proprio in presenza di temperature anche molto elevate. Proprio per questo, è sempre stata presente al sud Italia, in Sicilia e in Calabria soprattutto, ma considerando i cambiamenti climatici in corso in tutta Europa, l’insetto sta via via risalendo la Penisola e proliferando sempre più.
Recente, per esempio, la segnalazione su Roma, dove la vespa orientalis ha già compiuto alcuni danni: a casa di un 99enne è stato trovato un nido contenente migliaia, se non milioni, di esemplari.
Una vera e propria calamità
Parla di vera e propria calamità Riccardo Terriaca, segretario generale di Miele in Cooperativa, sottolineando le poche armi a disposizione per fronteggiare il problema. A causa della vespa orientalis, infatti, vengono uccise ogni giorno centinaia di api e la produzione di miele diventa, di conseguenza, più lunga, difficile e costosa. Sempre Terriaca è:
Indispensabile che il mondo della ricerca impegni risorse umane e finanziarie per studiare il problema con un approccio pragmatico, per darci delle risposte. Sono a rischio decine di migliaia di alveari e la sostenibilità di centinaia di aziende apistiche.
Tra l’altro, come evidenziato dal segretario, per colpa dell’aumento delle temperature e della perdita di habitat, la vespa orientalis si sta diffondendo principalmente nelle zone urbane, il che può creare seriamente problemi anche alla salute delle persone. Secondo l’Istituto di Zooprofilattico sperimentale delle Venezie, infatti, si tratta di un predatore portatore di patogeni; gli adulti, infatti, hanno bisogno di carboidrati, zuccheri e proteine per sopravvivere e, proprio per questo, attaccano le api e, ovviamente, anche le persone.
Si salvano le periferie
A quanto pare, però, la vespa orientalis ama vivere in città risparmiando campagne e zone di periferie. Probabilmente, il motivo è da ricondurre alla presenza di scarti e rifiuti sparsi lungo le strade, che si rivelano allettanti e invitanti per la specie. L’unione tra cibo e temperature elevate crea, quindi, il mix perfetto per la riproduzione delle vespe e per il loro annidamento nei centri urbani.

Combattere l’inquinamento potrebbe essere una soluzione? Forse, ma non sicuro. Di certo è necessario intervenire al più presto non tanto per salvaguardare le persone, verso le quali le vespe non sono particolarmente aggressive, ma per proteggere il comparto di api e miele, eccellenza del Made in Italy in grande difficoltà da parecchi anni.