La tempesta Boris è solo la prima di una lunga serie
Con il suo arrivo, la tempesta Boris ha causato morte e devastazione in tutto il centro Europa. Nonostante la sua furia sembra essersi attenuata, le alluvioni saranno sempre più frequenti in tutto il continente europeo.

Tra il 12 e il 15 settembre si sono verificate piogge e precipitazioni intense, che hanno coinvolto Paesi dell’Europa centrale come Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Germania e Romania. La cosiddetta tempesta Boris ha creato disagi e scatenato paure e, secondo le prime statistiche meteorologiche, è stata solo la prima di una lunga serie di alluvioni che interessano l’Europa nei prossimi anni.
Il ruolo del cambiamento climatico
Un recente studio condotto da un gruppo di ricerca del World Weather Attribution (WWA), specializzato in clima e ambiente, ha confermato quello che – in fondo – già si sapeva: il cambiamento climatico ha ricoperto un ruolo fondamentale in quanto successo nelle ultime settimane.
Nello specifico, il WWA pratica quella branca della medicina piuttosto nuova chiamata “scienza dell’attribuzione”: in sostanza, indaga il rapporto tra eventi climatici ben precisi e cambiamento climatico. I risultati ottenuti non sono stati ancora approvati dalla comunità scientifica; tuttavia, i metodi utilizzati sono scientificamente attendibili, quindi possono essere ritenuti affidabili.
Le conclusioni ottenute confermano che le alluvioni di metà settembre verificatesi in Europa sono state provocate dalla tempesta Boris, che ha poi comportato esondazioni e danni anche in alcune zone dell’Emilia Romagna. La quantità di acqua caduta in pochi giorni ha raggiunto nuovi record.
Per verificare se ci fosse effettivamente un legame tra le alluvioni e il cambiamento climatico, il WWA ha confrontato le misure delle precipitazioni dei giorni in cui ha piovuto di più con le statistiche sulle precipitazioni massime annuali su archi temporali di 4 giorni. Al contempo, hanno fatto ricorso anche a simulazioni climatiche, cioè programmi molto simili a quelli impiegati per le previsioni meteo per prevedere gli scenari climatici futuri.
In sintesi, il cambiamento climatico non ha reso più probabili tempeste come quelle di Boris, piuttosto rende più probabili 4 giorni consecutivi di piogge abbondanti.
I danni derivano dallo scarso adattamento
Inoltre, lo studio sottolinea che i danni derivanti dalle alluvioni sono dovuti non tanto agli eventi climatici in sé, quanto allo scarso adattamento delle infrastrutture a intemperie dettate dal cambiamento climatico.
Tuttavia, rispetto a qualche anno fa, l’emergenza pare essere stata gestita meglio: se nel 2002 sono morte 232 persone tra Austria, Germania, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria e nel 1997 ci sono state 100 vittime tra Germania, Polonia e Repubblia Ceca, oggi le perdite sono state decisamente inferiori.

In generale, la climatologia ha già ampiamente dimostrato che il riscaldamento globale ha reso e continuerà a rendere più frequenti le alluvioni, così come renderà invivibili numerose città del mondo per via della siccità duratura o di altri eventi estremi, tempeste ed esondazioni comprese. Ciò che è possibile fare è cercare in tutti i modi di adattare le città al cambiamento climatico, in un’ottica di prevenzione e salvaguardia dell’ambiente e, soprattutto, di vite umane.