La Niña porterà neve e gelo: arriva la conferma

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

C’è la possibilità di un ritorno de La Niña? A quanto pare sì e a confermarlo sono le previsioni di WMO e NOAA: il fenomeno si sta già formando e potrebbe portare freddo, neve e pioggia tra metà inverno e inizio primavera.

Freddo
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Si prospetta una primavera piuttosto frizzante e, stavolta, non per colpa del cambiamento climatico. Dopo l’esaurimento di El Niño, avvenuto nei mesi scorsi, con il conseguente aumento delle temperature medie globali, dobbiamo prepararci all’arrivo della sua antagonista, cioè La Niña.

Una primavera 2025 insolitamente fredda

Secondo le previsioni degli scienziati, La Niña dovrebbe arrivare tra febbraio e inizio aprile 2025, portando con sé un generale abbassamento delle temperature. Già nei prossimi mesi, però, questo potrebbe avvenire in alcune zone europee.

La Niña consiste in un fenomeno naturale che si forma quando le temperature della superficie dell’Oceano Pacifico centrale e orientale scendono al di sotto della media. Abbiamo già avuto a che fare con La Niña e, per fortuna, gli scienziati affermano che sarà più debole e di breve durata rispetto alla precedente.

In questo momento, quindi, ci troviamo in una situazione neutra, che farà da transizione verso La Niña.

Gli impatti de La Niña

Pioggia
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Come sottolinea WMO, non è facile prevedere le reali conseguenze che avrà l’arrivo de La Niña, considerando che si manifesterà nel clou del cambiamento climatico causato dall’uomo, con aumento di temperature globali abbastanza importanti e fenomeni climatici estremi.

A parlarne nel dettaglio è Celeste Saulo, segretaria generale del WMO:

L’anno 2024 è iniziato con El Niño ed è sulla buona strada per essere il più caldo mai registrato. Anche se si verificasse un evento La Niña, il suo impatto di raffreddamento a breve termine non sarebbe sufficiente a controbilanciare l’effetto riscaldante dei gas serra che intrappolano il calore record nell’atmosfera. E anche in assenza delle condizioni di El Niño o La Niña da maggio, abbiamo assistito a una straordinaria serie di eventi meteorologici estremi, tra cui piogge record e inondazioni che purtroppo sono diventate la nuova norma nel nostro clima che cambia.

Serve monitoraggio costante

Per cercare di prevedere quanto possibile le modalità di azione de La Niña, gli esperti stanno monitorando le temperature della superficie del mare del Pacifico equatoriale centro-orientale che, da fine novembre, sono lievemente scese sotto la media (per questo si presume che La Niña possa arrivare a breve).

Tuttavia, il raffreddamento non ha ancora raggiunto le soglie tipiche de La Niña, quindi non bisogna allarmarsi. Le previsioni per dicembre e Natale sono abbastanza altalenanti, però: non mancheranno piogge e rovesci sparsi su tutto il territorio, per poi vedere spuntare il sole grazie all’anticiclone.

Persone, Freddo
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Insomma, tra El Niño e La Niña non ci si annoia mai. L’importante è che non rovinino il Natale, il Capodanno e i giorni di festa che, si spera, possano trascorrere in totale serenità.

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