La crisi climatica cancellerà degli sport?

Autore:
Francesca Naima Bartocci
  • Laurea in Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
Tempo di lettura: 4 minuti

Le temperature sempre più elevate condizionano ogni aspetto della vita: il caldo e la diminuzione della nevosità impediranno il proseguo di alcuni sport?

Sciare
Photo by Up-Free – Pixabay

Tra le innumerevoli conseguenze del riscaldamento globale, vi è anche la possibile fine di alcuni sport. Nello specifico, sono le attività sportive che necessitano di neve a essere in grave crisi. Ogni sport che per essere praticato prevede paesaggi innevati è minacciato da temperature sempre più elevate e, per quanto si possano trovare soluzioni artificiali, diverrà presto impossibile sostituire artificialmente importanti processi naturali.

È già troppo caldo per sciare?

Ghiacciaio, Alpi
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La neve – anche ad alta quota – è sempre meno presente, tendenza che sarà difficilmente invertita. Molti studi hanno dimostrato quanto la crisi climatica porterà a un futuro peggioramento di una situazione già al limite, specialmente se istituzioni e governi continueranno a non dedicarsi completamente al raggiungimento degli obiettivi climatici.

Intanto, tra le conseguenze del caldo atipico registrato anche in alta quota vi è la crisi di un noto sport: lo sci alpino. Svariate gare di Coppa del mondo di sci sono già state annullate o, quando e se possibile, rinviate.

Per lo sci alpino non c’è altra soluzione che la neve e se quest’ultima è sempre più rara, lo sport è a rischio e con esso tutto ciò che ruota intorno allo sci.

Località solitamente innevate sono sempre più spesso prive di neve, oppure questa si scioglie in tempi record viste le temperature troppo alte, rendendo le piste impraticabili. Ecco come la crisi climatica abbia fatto cancellare – durante la stagione 2023-2024 – ben 21 competizioni della Coppa del mondo di sci alpino.

Delle 21 gare di Coppa del mondo di sci alpino cancellate, solo 5 sono state recuperate. Ciò significa che da dicembre 2023 a marzo 2024, ben 16 gare sono state definitivamente annullate.

Sempre meno neve: un intero settore in crisi

Neve, Montagna
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Tenere le temperature a bada, limitare le emissioni, prendere scelte sostenibili sono priorità per la vita sulla Terra, la biodiversità e il rispetto ambientale; il problema del troppo caldo riscontrato in alta quota ha innanzitutto conseguenze sulla salute delle montagne e la biodiversità, fattori che già dovrebbero stimolare azioni concrete.

Inoltre, l’annullamento delle competizioni pesa su un settore importante e molto seguito: oltre agli atleti che non hanno più la possibilità di competere, la macchina economica creata intorno allo sci alpino subisce gravi colpi che, di conseguenza, pesano sulle comunità montane.

Ecco un esempio schiacciante di come la mancata (o limitata) esistenza di un processo naturale affetti più realtà e settori, come un domino.

Per far fronte a tale crisi la soluzione ora più utilizzata è rappresentata dalla neve artificiale la quale, però, non potrà mai riuscire a sostituire la neve naturale. Una soluzione, quindi, che può andare bene in extremis ma che non può essere definitiva (anche per gli enormi consumi e le emissioni dei cannoni che sparano neve artificiale, e il conseguente inquinamento dell’ultima).

Altre possibili soluzioni a lunga durata prevedono il rivedere lo sci alpino come sport, spostandolo sia cronologicamente che fisicamente e limitando il numero competizioni. La vera questione rimane però un’altra: tale realtà accende ancora una volta i riflettori su un problema che è ben più profondo, che dovrebbe essere affrontato al più presto e nel giusto modo.

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