Cambiamenti climatici: ecco perché alcune località non vedranno più la neve

Autore:
Valentina Sole
  • Autore specializzato in tematiche ambientali

Un recente studio ha dimostrato che il riscaldamento globale causato dalle attività umane è la ragione per cui alcune località non avrebbero più nevicate.

Neve
Photo by adege – Pixabay

Due ricercatori del Dartmouth College di Hanover – New Hampshire, Alexander Gottlieb e Justin Mankin, hanno dimostrato come il riscaldamento globale stia impattando negativamente sul manto nevoso. Se una determinata zona geografica non raggiunge una temperatura sufficientemente bassa, le precipitazioni atmosferiche si manifestano sotto forma di pioggia, ciò significa che molte località potrebbero non assistere più nevicate.

La formazione della neve

Neve
Photo by geralt – Pixabay

Il fenomeno della neve dipende dalla temperatura dell’aria: quando essa raggiunge un livello sufficientemente basso, le gocce d’acqua si congelano e diventano cristalli di ghiaccio.

Se la temperatura si trova al di sopra del punto di congelamento, le precipitazioni si convertono automaticamente in pioggia.

In natura, le condizioni atmosferiche e la temperatura dell’aria sono influenzate da diversi fattori, tra cui latitudine, posizione geografica, altitudine e correnti oceaniche.

Lo scioglimento del manto nevoso

Lo studio afferma che il riscaldamento globale sia causa di cambiamenti significativi nella persistenza del manto nevoso, che funge da riserva d’acqua in primavera ed estate.

Occorre immaginare il manto come un grande serbatoio che rilascia in modo graduale l’acqua, nel corso del tempo. L’innalzamento delle temperature ne sta provocando il progressivo scioglimento, generando siccità e considerevoli danni all’ambiente.

I ricercatori hanno dimostrato come il riscaldamento causato dalle attività umane abbia influito sul manto nevoso nel mese di marzo, durante il periodo compreso tra il 1981 ed il 2020.

Questa conclusione è stata possibile attraverso ricostruzioni ed analisi relative ai fenomeni nevosi ed ha portato a confermare che la causa dipenda solo dall’uomo.

I ricercatori hanno studiato 160 bacini fluviali esaminando la neve reperibile a marzo dal 1981 al 2020 dimostrando che il 20% delle zone analizzate mostrano un netto declino del manto nevoso.

Justin Mankin, professore di geografia presso Dartmouth College e co-autore dello studio ha dichiarato:

Questi cambiamenti non sono stati uniformi o lineari in tutto il mondo ma dopo che un’area raggiunge la soglia di – 8° C di media, le perdite di neve accelerano in modo esponenziale.

Il rischio dell’assenza di neve

A causa della situazione attuale alcune località potrebbero più avere nevicate e ciò comporterebbe danni irreversibili, tra cui:

  • Variazione del ciclo idrologico: la neve gioca un ruolo chiave nel corretto funzionamento del ciclo idrologico. La sua assenza potrebbe causare un grave impatto sulla siccità e sulle risorse idriche!
  • Rischi di incendi: la neve contribuisce a mantenere una certa umidità nel terreno. La sua assenza aumenterebbe il rischio di incendi forestali causati da terreni secchi e dalla temperatura calda delle aria.
  • Biodiversità a rischio: gli ambienti adattati a condizioni nevose potrebbero subire i danni dell’assenza di neve, indispensabile per la sopravvivenza di molti organismi.
  • Alterazioni dell’ecosistema: è possibile un impatto sugli ecosistemi montani ed artici dove, nei mesi invernali, la neve funge da isolamento termico per piante ed animali.

La mancanza di neve ed il riscaldamento globale possono impattare anche sulle attività umani influenzandole significativamente. Il turismo sciistico e gli sport invernali potrebbero subire un danno economico incalcolabile.

Infine, la totale assenza di neve può incidere sulla disponibilità di risorse idriche utili alla popolazione e all’agricoltura.

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