Inquinamento di acqua e suolo: nuovo pericolo per il cuore
Direttamente dalla Germania arriva una nuova ricerca secondo la quale l’inquinamento di acqua e suolo incide negativamente sulla salute del sistema cardiovascolare.

Stando alle stime, ammontano a 9 milioni le morti premature ogni anno collegate all’inquinamento di acqua e suolo. Si tratta di numeri importanti e allarmanti, tenendo conto che proprio dall’acqua e dal suolo parte il grande sistema alimentare delle popolazioni di ogni parte del mondo.
Pesticidi, microplastiche e metalli pesanti le cause principali
Secondo una recente ricerca condotta dagli esperti dell’Università di Mainz, in Germania, l’inquinamento di acqua e suolo causato da pesticidi, metalli pesanti e miscroplastiche può avere un impatto significativamente negativo sul sistema cardiovascolare umano. In parole povere, questi agenti inquinanti aumentano il rischio di malattie cardiovascolari.
I numeri che emergono sono a dir poco allarmanti: sarebbero circa 9 milioni le morti premature che, ogni anno, vengono causate proprio dall’inquinamento di acqua e suolo, al quale si aggiunge l’inquinamento atmosferico. La maggior parte dei decessi è da imputare proprio a complicazioni cardiovascolari, mentre circa 3,2 miliardi di persone vivono in zone gravemente colpite dall’inquinamento delle acque.
Colpevoli anche deforestazione e cambiamento climatico
Oltre a un uso eccessivo di pesticidi e fertilizzanti, tra le cause scatenanti rientrano anche la deforestazione, il cambiamento climatico e l’inadeguatezza urbana. Gli agenti contaminanti principali, come metalli pesanti, diossine, solventi e pesticidi danneggiano il sistema cardiovascolare poiché inducono stress ossidativo, disfunzione endoteliale e infiammazione e accelerano lo sviluppo di aterosclerosi.
Si evince che, nonostante l’inquinamento del suolo sia meno visibile rispetto a quello dell’aria, i suoi effetti sulla salute cardiovascolare umana rimangono pur sempre significativi e dannosi. Perché alla lunga, i contaminanti possono provocare l’infiammazione dei vasi sanguigni, un aumento dello stress ossidativo e particolari alterazioni del ritmo circadiano.
Per limitare il rischio cardiovascolare legato proprio a queste forme di inquinamento, gli autori della ricerca raccomandano a governi e istituzioni di iniziare a gestire al meglio la qualità dell’acqua, cercando al contempo di impiegare tecniche agricole sostenibili (limitando quindi l’uso di pesticidi) e promuovere progetti urbani ecologici.

Se l’obiettivo della Commissione Europea entro il 2025 è la “visione zero inquinamento”, è fondamentale che fin da subito si mettano in atto azioni ecologiche e sostenibili, che rendano le città adatte a fronteggiare il cambiamento climatico e aumentino gli spazi verdi urbani, introducano seri controlli delle acque e spingano la popolazione a preservare la propria salute al massimo delle proprie possibilità.