Inondazioni in Italia: bisogna fare qualcosa alla svelta!

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo le continue ed ennesime pesanti alluvioni delle ultime settimane, c’è bisogno di un’azione concreta per prevenire disastri in Italia.

Alluvione, Fango
Photo by doosenwhacker – Pixabay

Ci stiamo riavvicinando sempre più alla stagione delle alluvioni in Italia. Già negli ultimi tempi, in realtà, ci sono state precipitazioni intense che hanno fatto esondare fiumi e torrenti. Solo a Bologna poco tempo fa sono caduti oltre 175 mm d’acqua nel giro di poche ore. E come ogni anno, molti rilanciano l’appello per un’azione concreta affinché si possa migliorare la situazione di molti fiumi italiani.

Per molti sembrerà ormai una cantilena, ma, per garantire la salvaguardia dell’ambiente e l’incolumità dei cittadini, è necessario recuperare aree di esondazione naturale per poter ridare spazio ai fiumi. Nel caso in cui lo spazio non sia abbastanza o non sia disponibile, è indispensabile allora creare casse di espansione. E c’è bisogno di un intervento tempestivo per consentire una corretta pianificazione del territorio per potersi adeguare al cambiamento climatico.

L’importanza di una gestione efficace delle risorse idriche

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In primo luogo, è necessario comprendere che non si può sperare di raggiungere risultati con una dispersione di poteri come quella che ci ritroviamo, con diversi Commissari per varie problematiche che concernono le risorse idriche. È troppo complesso e non si potrà mai avere una visione d’insieme così come servirebbe. È necessario restituire il compito della pianificazione e della programmazione alle Autorità di bacino, così come stabilito dalle Direttive Europee. Le Regioni non hanno avuto successo in questo compito.

Inoltre, è indispendabile che il Ministero dell’Ambiente attivi il Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) con piani strategici locali nelle aree più vulnerabili, per favorire interventi di ripristino ambientale e misure basate sulla natura in modo da ridurre la debolezza del territorio, aumentare la resilienza e ripristinare i servizi ecosistemici.

La continua lotta contro le inondazioni

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Alcune famiglie hanno perso tutto e altre hanno subito inondazioni per la seconda o terza volta in soli tre anni. Il sistema idrografico così com’è non è in grado di gestire la grande quantità di acqua che scorre verso la valle. Quando cedono gli argini, l’acqua inonda qualsiasi cosa sul suo cammino. Molti lamentano la mancata manutenzione dei fiumi. Però, questa manutenzione deve essere fatta bene, altrimenti ci ritroveremo ad aver speso soldi inutilmente.

Ma quello della manutenzione scadente è solo l’ultimo dei problemi del nostro territorio. Tra il restringimento dei fiumi e la costruzione di interi paesi nelle vicinanze di essi, è chiara la ragione di queste continue inondazioni. Molte sono state le proposte fatte per risolvere questa devastante problematica: dall’abbattimento delle nutrie a operazioni di dragaggio dei fiumi.

Quest’ultima proposta potrebbe sembrare sensata a primo impatto, ma è in realtà molto pericolosa, poiché molti letti dei fiumi soffrono di scarsità di sedimenti, causando una mancanza di materiale sulla costa.

Gli interventi devono essere gestiti in modo non rischiare un peggioramento della situazione e, soprattutto, devono essere apportati al più presto perché, come sappiamo, gli eventi meteorologici estremi saranno sempre più frequenti.

Inondazioni in Italia: foto e immagini