La Colombia soffre nella morsa degli incendi

La Colombia sta vivendo una situazione drammatica a causa dei numerosi incendi che stanno divampando ovunque e che hanno già distrutto oltre 17mila ettari di territorio. 

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L’inizio del 2024 non è stato certo felice per la Colombia. Da diverse settimane infatti il Paese sudamericano è stretto nella morsa di incendi devastanti che hanno aggravato ulteriormente una situazione già drammatica.

Situazione drammatica: la Colombia stretta nella morsa degli incendi

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Dallo scorso novembre gli incendi in Colombia hanno già distrutto più di 17mila ettari di territorio naturale, equivalenti a circa 170 chilometri quadrati. Un danno estremamente notevole per l’ambiente, gli ecosistemi e la biodiversità. La situazione è precipitata disperatamente con l’inizio del nuovo anno.

Secondo i dati diffusi dal Dipartimento nazionale antincendio soltanto nei primi ventitré giorni di gennaio sono stati registrati 508 roghi, con un aumento pari al 65,4% rispetto al 2023.

Nelle scorse settimane il governo colombiano è corso ai ripari dichiarando lo stato di emergenza e calamità naturale e diramando l’allerta in tutte le regioni. Il 27 gennaio è stata firmata la dichiarazione di disastro nazionale a causa degli incendi e della situazione climatica associata al passaggio del Niño, il fenomeno meteorologico che provoca il riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico.

Il presidente Gustavo Petro, leader del partito Colombia Humana ed ex sindaco di Bogotà, ha richiesto degli aiuti internazionali per contrastare l’emergenza, ottenendo subito un supporto da parte di Cile, Perù, Stati Uniti e Canada. Inoltre il capo di Stato ha dichiarato l’intenzione di collaborare con il Brasile per scongiurare l’ipotesi che le fiamme possano invadere la foresta amazzonica creando ulteriori danni:

A febbraio il litorale pacifico e l’Amazzonia risulteranno punti di calore più alti rispetto al passato. Ogni incendio ha una dimensione diversa da ciò che abbiamo visto finora. Non sono incendi di montagna, non possono essere affrontati via terra. Possono essere incendi che si estendono nella foresta in una maniera mai vista in Colombia.

ha affermato Petro.

El Niño contribuisce ad aggravare lo scenario

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La Colombia si trova attualmente nel corso della naturale stagione secca: gennaio è stato dichiarato il mese più caldo nella storia della nazione e le previsioni che riguardano febbraio non lasciano presagire nessun calo nella colonnina di mercurio. A questo scenario rovente si aggiunge anche il fenomeno de El Niño, che porta con sé temperature estreme e mancanza di precipitazioni, che indubbiamente giocano a favore dell’insorgenza di incendi.

È naturale che il fenomeno de El Niño si traduca in più incendi. Ma questo fenomeno ha la tendenza a diventare sempre più forte. I cambiamenti climatici stanno rendendo i suoi effetti più pesanti, così come la sua frequenza e intensità

ha dichiarato Yolanda González, direttrice del Centro di ricerca de El Niño (Ciifen) e ex direttrice dell’Ideam, l’Istituto governativo di Idrologia, Meteorologia e Studi Ambientali.

Di conseguenza i timori per i prossimi mesi sono più che fondati. Secondo il presidente Petro febbraio e marzo saranno ancora difficilissimi da affrontare. La speranza è che la situazione climatica possa concedere una tregua successivamente.

Nel frattempo, sottolineando che più del 90% degli incendi hanno origine a causa dell’attività umana, il ministero dell’Ambiente colombiano ha invitato tutta la popolazione alla massima cautela consigliando di non bruciare nulla, non buttare mozziconi di sigarette e evitare qualsiasi rischio, in particolare nelle aree rurali.

La Colombia devastata dagli incendi: foto e immagini