Immobiliare 2025: prezzi in salita nel secondo trimestre

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 3 minuti

Nel II trimestre 2025 i prezzi del mercato immobiliare italiano salgono ancora, e arrivano ad una media nazionale di 1.828 euro al metro quadrato. Rispetto al mese di maggio, a giugno si sono registrati incrementi dello 0,2%, mentre su base annua la crescita è stata dello 0,4%.

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I prezzi delle case non di nuova costruzione continuano a salire, ma lo fanno in maniera molto lenta, tanto da risultare praticamente stabili sia su base mensile che annuale. Lo dicono gli ultimi dati di Idealista, che nel II trimestre 2025 registrano incrementi minimi: +0,2% rispetto a maggio e +0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Rispetto al trimestre precedente però, la crescita è stata dell’1,5%. Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista, a tal proposito dice che:

Questo cambio di passo è stato favorito dal taglio dei tassi da parte della BCE, che ha generato un rinnovato ottimismo tra gli acquirenti. Il sentiment del mercato sta migliorando: con i tassi sui mutui in calo e i prezzi relativamente fermi, si stanno creando le condizioni ideali per una forte ripresa delle compravendite nella seconda parte dell’anno con incrementi più decisi dei prezzi.

II trimestre 2025

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Photo by v-svirido – Shuttetstock

I mesi di aprile, maggio e giugno hanno segnato, come si evince dai dati e dalle parole di De Tommaso, un punto di svolta nella tanto attesa ripresa del settore immobiliare in Italia. Non a caso, il 76% dei capoluoghi italiani monitorati ha registrato un aumento di prezzo rispetto al 2024. In particolare, le città che rispetto al primo trimestre hanno visto i prezzi salire di più sono state:

  • Rovigo (+7,4%);
  • Como e Udine (+5,6%);
  • Firenze (+3,7%);
  • Palermo (+3,1%);
  • Torino e Roma (+2,9%);
  • Milano (+2,2%);
  • Bologna e Genova (+2,2%).

Dall’altro lato della classifica si trovano invece L’Aquila (-2,5%), Caltanissetta (-3,1%) e Agrigento (-3,6%), i capoluoghi che hanno visto le diminuzioni maggiori di prezzo nel comparto dell’usato. Come si può notare, non sono state solo le grandi città a rincarare i prezzi al metro quadrato, e questi numeri mostrano un interesse sempre molto vivo da parte della domanda anche nei centri minori.

Le regioni italiane

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A livello regionale, solo 4 territori non hanno visto i prezzi salire: la Valle d’Aosta, che invece ha registrato un calo dell’1,3%, la Basilicata, i cui prezzi sono scesi dell’1,2%, la Puglia e la Sicilia, che hanno visto cali rispettivamente dello 0,3% e 0,2%. Il Piemonte si mantiene invece stabile, mentre le altre regioni registrano prezzi in aumento in modo piuttosto omogeneo.

Al di sopra della media nazionale dell’1,5% ci sono Trentino Alto-Adige (+1,7%), Toscana (+2,2%), Friuli Venezia Giulia (+2,3%) e Sardegna (+3,3%).

La regione che però più di ogni altra ha visto salire le proprie quotazioni immobiliari è la Lombardia, i cui prezzi si sono alzati del 4,4%. I tagli ai tassi di interesse della Banca Centrale Europea stanno dando nuova linfa vitale al mercato immobiliare, e questi numeri lo dimostrano. Con un accesso al credito più semplice, anche giovani e coppie possono chiedere un mutuo, e anche chiedere un finanziamento senza garante è diventato più facile. Questo vuol dire, a cascata, allentare la pressione sul mercato degli affitti, e riaprire le porte dell’acquisto a chi finora non ha potuto permetterselo.

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