Il Super El Niño spinge la Spagna a creare spazi sicuri contro le ondate di calore

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Erika Fameli
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La Spagna si prepara all’arrivo del Super El Niño realizzando nuovi rifugi climatici contro il caldo: l’afa estiva è alle porte, ma grazie a queste zone riparo tra biblioteche e centri comuni, il Paese si arma per contrastarla. E se la Spagna mette le mani avanti, come sta messa l’Italia? Ecco una panoramica.

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Anno più caldo della storia
Autore: Freepik

Il Super El Niño sta per arrivare: gli esperti lo hanno annunciato da tempo, e stando alle previsioni, dovrebbe invadere l’Europa a partire dalla fine di luglio 2026. Anche prima di questa data però, il caldo può arrivare a picchi record, considerando gli andamenti degli ultimi anni, ed è necessario prevenire possibili situazioni critiche, soprattutto in città, dove l’afa è la causa del maggior numero di decessi e malori.

Per questo, la Spagna si sta già muovendo, e sta realizzando numerosi rifugi climatici contro il caldo. Si può dire lo stesso dell’Italia? In parte: se alcune città si sono già avviate nella giusta direzione, non si può dire lo stesso a livello nazionale. Ecco come stanno le cose.

Rifugi climatici contro il caldo

sentire caldo morti da calore italia
Photo by EugeneEdge – Shutterstock

Le temperature degli scorsi anni ci hanno insegnato che il caldo uccide proprio come una malattia, e che le fasce più vulnerabili ai suoi effetti sono quelle più deboli della popolazione:

  • anziani,
  • bambini,
  • lavoratori,
  • senzatetto,
  • chiunque non può ripararsi con forme di refrigerazione.

Per prevenire i decessi legati al caldo e garantire a tutti i cittadini dei ripari dall’afa, la Spagna sta lavorando ad una rete di rifugi climatici informando la popolazione su tutti quei luoghi dove ci si può recare per trovare refrigerio nelle ore più calde, come ad esempio: biblioteche, centri comunitari, scuole climatizzate, centri commerciali. Nel 2025 questi luoghi hanno rappresentato la salvezza di moltissime persone, e hanno fatto spiccare la Spagna come uno dei primi luoghi al mondo dove si garantisce un riparo dal caldo gratuito, mappato e diffuso tramite informazioni pubbliche.

In particolare, a Barcellona sono stati potenziati i servizi di climatizzazione di spazi già esistenti, dove l’amministrazione ha installato fontanelle e creato zone d’ombra. Si tratta di una vera e propria infrastruttura cittadina di assistenza, che è passata dall’avere 70 rifugi nel 2020 a più di 450 ad oggi. Il 99% dei rifugi sono raggiungibili a piedi in massimo 10 minuti, e il 74% si può raggiungere in soli 5 minuti: una copertura capillare che permette a tutti di superare l’estate.

E l’Italia?

Caldo record
Autore: Rosy / Bad Homburg / Germany da Pixabay

Guardando i dati dello scorso anno, si vede che in Europa ci sono stati 16.500 decessi legati al caldo, di cui 4.500 solo in Italia. Il nostro Paese, purtroppo, si piazza al primo posto della classifica europea in questo senso, e questi numeri rendono evidente la necessità di attrezzarsi per tempo, per evitare di fare il bis di questo triste primato. Questo non vuol dire che non si stia facendo nulla, ma che a livello nazionale non esiste ancora una governance condivisa. Le singole città, invece, si stanno attivando: ne sono un esempio Bologna e Firenze. A Bologna nel 2025 sono nati 15 rifugi climatici, mentre a Firenze si contano ben 44 spazi idonei a questo uso.

Anche Roma e Milano presentano progetti legati ai rifugi climatici, a sono iniziative meno strutturate di quelle sia spagnole che bolognesi e fiorentine. Spicca, però, il progetto RESPIRO, dell’Università La Sapienza, in collaborazione con Legambiente, che indica ai cittadini dove si trovano i principali luoghi di riparo. Anche Modena e Rimini stanno lavorando per i rifugi climatici, ma si sente parecchio la mancanza di una direttiva nazionale.

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