Il cambiamento climatico sta impattando anche sulla tradizione culinaria italiana
Il cambiamento climatico sta alterando i delicati equilibri del settore agricolo mettendo a serio rischio la tradizione culinaria italiana.

Il caldo record del 2023, le alluvioni, le siccità hanno influenzato gli equilibri del settore agricolo mettendo a rischio “estinzione” alcuni piatti della cucina italiana.
Crisi climatica, crisi sulla tavola italiana
Le condizioni climatiche instabili del periodo storico che stiamo vivendo non favoriscono certamente lo sviluppo agricolo e mettono in ginocchio, ogni giorno, milioni di piccoli imprenditori ed aziende agricole.
Tutto ciò impatta anche sulla tradizione culinaria italiana! Entro il 2050 i cambiamenti climatici ridurranno del 30% il rendimento agricolo.
Questo è quanto afferma uno studio recentemente condotto da un gruppo di studio delle Nazioni Unite, dalla Banca Mondiale e dalla Bill & Melinda Gates Foundation.
Le sfide del settore agricolo
Sono diverse le sfide che attendono il settore agricolo, in un futuro non così troppo distante, e possono essere così riassunte:
- preservare la biodiversità;
- garantire sicurezza alimentare ad una popolazione mondiale in costante aumento;
- gestire una crescente domanda di prodotti di origine vegetale, da parte del consumatore.
Le zone dell’Europa Centrale e Meridionale sono sicuramente più a rischio e vedono un aumento del fabbisogno idrico in contrapposizione alla diminuzione delle risorse oltre alla diffusione di malattie tra le piantagioni.
Inoltre i rendimenti agricoli diventano meno costanti o prevedibili a causa degli eventi meteorologici estremi.
La frutticoltura è a rischio

La frutticoltura è sicuramente al centro della crisi climatica: alcune piante sono infatti molto delicate e necessitano controlli continui, oltre a temperature costanti e condizioni stabili, che consentano alla pianta una crescita sana e naturale.
Albicocche, ciliegie, prugne, fragole e pesche sono in grande difficoltà a causa dei forti sbalzi di temperatura.
Anche le uve da vino sono esposte ad un altissimo rischio: secondo un rapporto dell’Inra (Institut National de la Recherche Agronomique) entro il 2050 potrebbero scomparire il 56% delle regioni vitivinicole del mondo!
Mais, frano e riso, alimenti alla base della cucina mediterranea, sono messe a dura prova dalla siccità e, secondo il World Economic Forum, diminuiranno drasticamente nonostante la domanda sia destinata ad una crescita costante.
Anche orzo e caffè rischiano di scomparire, in particolare la qualità arabica che necessita di condizioni stabili.
Salviamo le nostre api
Le nostre amate api rischiano l’estinzione a causa della crisi climatica! Perché? Cambiano i modelli di fioritura delle piante, le api perdono il loro habitat e i pesticidi non aiutano!
Questi fattori mettono a rischio la sopravvivenza delle colonie e, di conseguenza, la produzione di miele.
Lavorare sul futuro
Non possiamo agire sul passato ma possiamo implementare delle misure che limitino i danni ambientali avviando una transizione verso pratiche più sostenibili che possano proteggere l’ambiente!
Si sta lavorando sulla riduzione della produzione di rifiuti, sull’introduzione di soluzioni ed abitudini più sostenibili, sulla promozione della sostenibilità digitale, del turismo etico e sull’adozione di veicoli elettrici.
Anche l’agricoltura può implementare azioni che possano impattare positivamente sulla situazione, tra cui:
- utilizzare energie rinnovabili (che in Germania hanno già abbattuto le emissioni nocive);
- gestire al meglio l’alimentazione degli animali, riducendo la fermentazione enterica dei ruminanti;
- monitorare e organizzare le colture e i pascoli.
Il settore agricolo sta agendo prontamente per migliorare la situazione ed evitare che alcuni tra i cibi più importanti della nostra tradizione non siano più reperibili.