Il caffè al bar costerà 2 euro, colpa del cambiamento climatico
Tutti gli italiani amano gustare un buon caffè espresso al bar, ma ben presto questo piccolo piacere quotidiano potrebbe diventare un privilegio a causa del rincaro dei prezzi.

Svegliarsi al mattino, recarsi al proprio bar di fiducia, sedersi al tavolo e ordinare un caffè espresso è prerogativa della maggior parte degli italiani. In Italia il caffè è tradizione, convivialità, socialità e amicizia ma, stando alle previsioni future, è probabile che in molti dovranno rinunciare a questo momento di puro piacere. Il costo di una tazzina di caffè a bar potrebbe, infatti, sfiorare i 2 € anche nel piccolo bar sotto casa.
Allarme caro-caffè
Già nella primavera 2023 era stato lanciato l’allarme-caffè da Assoutenti, a seguito di numerose segnalazioni provenienti dai caffè-dipendenti soliti gustare la propria bevanda preferita fuori casa. In quel periodo, l’aumento del costo a tazzina era già aumentato per via di una serie di fattori, in primis il rialzo delle quotazioni sui mercati tradizionali.
Basta fare un rapido calcolo: se nel 2021 un espresso al bar costava in media 1,03 €, ad aprile dello scorso anno è arrivato a 1,18 €, con un incremento di circa il 15%. E adesso le cose stanno peggiorando, dato che il costo continua a salire e, prossimamente, potrebbe arrivare a sfiorare i 2 €.
Colpa del climate change e dell’inflazione
Che si stia vivendo un momento storico segnato dall’inflazione è un dato di fatto: le materie prime hanno prezzi esorbitanti e la situazione è degenerata a seguito delle problematiche insorte nel Mar Nero, con gli attacchi dei ribelli yemeniti degli Houthi verso le navi in transito nel canale di Suez. Ciò ha comportato un aumento dei costi del trasporto che, inevitabilmente, si è riversato sui consumatori.
Non manca, poi, l’incidenza del cambiamento climatico che, secondo le statistiche del colosso Illycaffè, potrebbe dimezzare i terreni destinati alla coltivazione di caffè entro il 2050. E se si pensa alle piogge torrenziali in Brasile e alla siccità che impera in Vietnam, questa notizia non deve destare stupore, anzi.
E non finisce qui, perché sull’aumento del costo di una tazzina di caffè espresso influisce anche la nuova norma sulla deforestazione voluta dall’Unione Europea che entrerà in vigore a partire dal 2025.
Per fare un breve riassunto: nel 2023 il Parlamento Europeo ha approvato una legge che, per contrastare il cambiamento climatico e salvaguardare la biodiversità, obbliga le imprese a garantire che i prodotti venduti nei Paesi appartenenti all’Unione Europea non siano causa di deforestazione. Peccato che proprio il caffè rientri tra questi e che sia tra i principali prodotti esportati in Brasile, Colombia, Vietnam, Honduras ed Etiopia.

In ogni caso, a pagarne il prezzo più alto – letteralmente e in tutti i sensi – sono sempre i consumatori e dal 2025 le cose prenderanno una piega decisamente fastidiosa, considerando che anche il costo dei biglietti aerei aumenterà per far sì che si impieghi carburante green.
Uno strano modo, insomma, di combattere il cambiamento climatico, dato che a portare avanti la battaglia – volenti o nolenti – sono sempre e soltanto i comuni cittadini.