Global warming: gli alberi respirano a fatica rilasciando CO2 nell’atmosfera
A causa del global warming gli alberi stanno faticando a respirare e liberano CO2 nell’atmosfera invece che assorbirla. Ad evidenziarlo una ricerca condotta negli Stati Uniti.

Il riscaldamento globale sta mettendo sotto pressione gli alberi che ora fanno fatica a intrappolare l’anidride carbonica. E’ questo quello che emerge dallo studio intitolato “Isotopic clumping in wood as a proxy for photorespiration in trees”, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences da un gruppo di ricercatori statunitensi.
Global warming: gli alberi respirano male rilasciando CO2 nell’atmosfera

In sostanza gli scienziati hanno scoperto che nei climi più caldi e aridi, gli alberi fanno fatica a respirare e quindi “tossiscono“, liberando nell’atmosfera molta più anidride carbonica rispetto alle piante che vivono in condizioni di maggiore freschezza e umidità.
In pratica, quando gli alberi si ritrovano in condizioni di stress, anziché rimuovere la CO2 dall’ambiente tendono a rilasciarla attraverso il processo di fotorespirazione. Il team di ricerca, esaminando in maniera approfondita un dataset globale del tessuto degli alberi, ha appurato che il tasso di fotorespirazione può essere fino a due volte più elevato negli ambienti in cui il clima è più caldo, soprattutto in condizioni di emergenza idrica. Nei climi subtropicali questa situazione inizia a verificarsi quando la temperatura media diurna supera i 20°C e peggiora di pari passo con l’aumento della colonnina di mercurio.
Oltre a sollevare dei dubbi sull’attuale capacità delle piante di assorbire l’anidride carbonica dall’atmosfera, i risultati raggiunti dagli studiosi americani forniscono importanti indicazioni su come esse si stanno adattando ai cambiamenti climatici.
Secondo la Pennsylvania State University, lo studio ha scoperto che:
La variazione nell’abbondanza di alcuni isotopi di una parte del legno chiamata gruppi metossilici funge da tracciante della fotorespirazione negli alberi.
Il riscaldamento del clima danneggia la capacità di assorbimento

A questo proposito, Max Lloyd, principale autore dello studio, ha spiegato che gli atomi, per effetto di variazioni nella loro massa, possono avere isotopi diversi con i loro “sapori” unici.
Per determinare l’andamento della fotorespirazione, il team di ricerca ha analizzato circa 30 esemplari di alberi provenienti da tutto il mondo.
Abbiamo sbilanciato questo ciclo essenziale. Le piante e il clima sono indissolubilmente legati. La più grande riduzione di CO2 dalla nostra atmosfera è dovuta alla fotosintesi degli organismi. E’ un grande fattore nella composizione dell’atmosfera, quindi questo significa che piccoli cambiamenti hanno un grande impatto. Secondo il Dipartimento dell’energia Usa, attualmente le piante assorbono circa il 25% della CO2 emessa ogni anno dalle attività umane , ma è probabile che questa percentuale diminuisca in futuro con il riscaldamento del clima, soprattutto se l’acqua scarseggia. Quando pensiamo al futuro del clima, prevediamo che la CO2 aumenterà, il che in teoria è positivo per le piante perché quelle sono le molecole che respirano. Ma abbiamo dimostrato che ci sarà un compromesso del quale alcuni modelli prevalenti non tengono conto. Il mondo diventerà più caldo, il che significa che le piante saranno meno in grado di assorbire quella CO2
ha sottolineato ancora Max Lloyd.
Il prossimo obiettivo del team di ricerca è quello di scovare i tassi di fotorespirazione del passato remoto. Grazie alle nuove tecniche si potrebbe infatti comprendere come la fotorespirazione delle piante abbia influenzato il clima nel corso del tempo geologico.