Gas serra in aumento, ma non in UE: qui, livelli ridotti

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Gas serra in aumento nel 2024, ma non nell’Unione Europa che, insieme al Giappone, si classifica come l’unico grande emettitore ad aver ridotto i propri livelli di emissioni. I gas serra lo scorso anno hanno toccato il record di 53,2 gigatonnellate di CO2 equivalente, ma l’Europa si distingue in positivo.

Gas, Serra
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L’emissione di gas serra è una delle principali cause alla base del cambiamento climatico e dei problemi che il mondo intero si trova a fronteggiare dal punto di vista ambientalistico. Le politiche di tutto il mondo sono a lavoro per tentare di rallentare la corsa allo sfacelo, e l’obiettivo di ridurre le emissioni è condiviso a livello globale. Questo però, purtroppo, non implica un risultato positivo ovunque. Al contrario, nel 2024 le emissioni globali di gas serra hanno toccato la cifra record di 53,2 gigatonnellate di CO2 equivalente.

Non tutti i grandi emettitori, però, hanno ottenuto risultati negativi in questo senso. A spiccare su tutti per la loro virtù, sono il Giappone e, sorprendentemente, l’Unione Europea. L’UE, infatti, si distingue come esempio da seguire in un contesto globale in cui all’emissione di gas serra non sembra esserci alcun freno efficace. A dirlo è il rapporto GHG emissions of all world countries, curato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea e dal database EDGAR, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Gas serra in aumento

Inquinamento
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Limitare l’emissione di gas serra è uno dei grandi obiettivi di questo secolo, ma i risultati scarseggiano. A livello globale, infatti, le emissioni nel 2024 hanno raggiunto la cifra record di 53,2 gigatonnellate di CO2 equivalente, esclusi i contributi del settore LULUCF (land use, land-use change and forestry). Lo dice il rapporto curato dal JRC della Commissione Europea realizzato sulla base dei dati del database EDGAR, GHG emissions of all world countries. Questi livelli di gas serra sono in aumento dell’1,3% rispetto al 2023. Si tratta di un incremento pari alle emissioni annuali dell’intera Germania.

Se si guarda il lungo periodo, i dati sono ancora più sconfortanti: mediamente, dal 1990 ad oggi, le emissioni di gas serra sono aumentate ad un ritmo dell’1,5% annuo, arrivando a totalizzare un incremento complessivo del 65%. Più del 66% delle emissioni mondiali è causato da quelli che sono stati identificati come grandi emettitori:

  • Cina,
  • Stati Uniti,
  • India,
  • Unione Europea,
  • Russia,
  • Indonesia,
  • Brasile,
  • Giappone.

L’UE esempio di virtù

Inquinamento
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Per quanto non si possa parlare ancora di esempio di virtù assoluta, quello dell’UE è un comportamento da seguire ed imitare in quanto, insieme al Giappone, è l’unico grande emettitore ad aver ridotto i propri livelli di gas serra. In particolare, l’UE ha ridotto le proprie emissioni dell’1,8%, mentre il Giappone è arrivato al 2,8% in meno. Al contrario, ad aver aumentato maggiormente le proprie emissioni è l’Indonesia, con un incremento del 5%, seguita dall’India (+3,9%) e dalla Russia (+2,4%). Cina, Stati Uniti e Brasile si mantengono invece stabili.

L’Unione Europea, con questo risultato, conferma una performance positiva nel lungo periodo, avendo ridotto le proprie emissioni in modo significativo dal 1990 ad oggi. A livello di responsabilità, il settore che genera più emissioni in assoluto è quello elettrico, mentre industria, trasporti, edilizia, agricoltura e rifiuti hanno mantenuto invariati i loro livelli di emissioni. Anche la deforestazione e gli incendi hanno provocato un aumento delle emissioni, trasformando i pozzi di carbonio in fonti emissive. I Paesi maggiormente responsabili di questi incrementi di emissioni sono stati il Canada, il Brasile e la Bolivia.

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