Taglio emissioni gas serra: nuova strategia dell’UE
L’Ue ha varato un nuovo piano per fronteggiare il drastico taglio di emissioni dei gas serra, in modo più labile e flessibile, L’obiettivo di ridurre fino al 90% l’impatto delle emissioni e riportare i livelli al 1990 permane ma con una nuova strategia. Nuove direttive a partire da giugno 2025.

Novità dall’Ue
La Commissione Europea dopo tante ipotesi e possibilità ha deciso di intervenire a gamba tesa per la questione riguardante le emissioni dei gas serra. Un’operazione che come precisato dall’Ue non perde di vista l’obiettivo cardine come la riduzione del 90% delle emissioni presenti nel vecchio Continente e riportare i livelli al 1990, anzi.
A partire dal prossimo mese di giugno 2025Bruxelles verrà presentato un nuovo piano ai governi membri Ue, con interventi mirati e più flessibili. Una richiesta che non cade dall’alto. L’intervento tiene a conto di eventuali ritardi e procrastinamenti nelle politiche climatiche e ambientali nei vari paesi dell’area della moneta unica.
Un nuovo ventaglio di opzioni che si sta valutando anche per superare le critiche e la renitenza avallata da numerosi governi membri e da alcuni rappresentanti dello stesso Parlamento Europeo. Ma vediamoci chiaro.
La nuova manovra 2040

La nuova manovra per le direttive climatiche e ambientali dell’Ue vede proporre una serie di interventi che permettano in modo autonomi e coadiuvati dalle politiche Ue di fronteggiare in modo volontario per conseguire gli obiettivi eco&green e ridurre l’inquinamento. Due sono tra quelle al momento maggiormente filtranti da Bruxelles. In primo luogo il riconoscimento delle rimozioni naturali delle emissioni CO2 con l’assorbimento del suolo di boschi e foreste.
Una prassi largamente presente nelle grandi città colpite da inquinamento atmosferico e dalla prassi di riforestazione e rinvigorimento delle aree verdi. A questa fa eco anche l’attuazione dei processi di compensazione del carbonio che dovrebbe contribuire a snellire le emissioni CO2 della grande industria, senza incappare nelle resistenze dei paesi oppositori.
Un approccio che chiosa quanto era già stato sancito nel 2021 dallo stesso Parlamento Ue e che mirava alla riduzione di CO2 pari al 55% per l’anno 2030, come previsto dagli Accordi di Parigi.
Bruxelles, verso il 2040
Una nuova direttiva che vira anche a stabilizzare una precisa chiave ambientale e climatica. Infatti il Parlamento Europeo sta varando anche una precisa legislativa, con un finale target in vista dell’obiettivo 2040. Una prospettiva che mira ad eliminare perplessità e problematiche da parte di vari paesi che hanno risposto “no”.
L’Italia è tra i paesi che ha chiesto a Bruxelles di valutare e stabilire un differente target per ridurre le emissioni tra all’80 o all’85%, considerando questa soglia entro la metà del XXI secolo. A sostegno del target più alto, il Consiglio scientifico dell’Unione Europeo sui cambiamenti climatici ha invece espressamente raccomandato una riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990.
A dar manforte a questa strategia, perseguono anche le politiche atte a finalizzate a mantenere in piedi la transizione ecologica ed energetica, con investimenti atti al perseguimento di una decarbonizzazione.
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