Il futuro dell’energia è a idrogeno: auto e case sostenibili

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

L’idrogeno ha dato segno di valide applicazioni nel settore dei trasporti ed automobilistico. A queste opportunità potrebbe ben presto affiancarsi quella dell’energia nelle nostre case come alternativa pulita al carbonfossile.

Case, Green
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Idrogeno, nuova soluzione

Recitava un antico proverbio buddista: “la verità è nella notte e non abbiamo luce”. Un qualcosa di analogo è accaduto con l’idrogeno e le sue applicazioni. Fece scalpore quando alcune case automobilistiche tedesche nel 2010 lanciarono motori alimentati con un carburante totalmente pulito. Per coloro che non sanno cosa sia, l’idrogeno è stato posto come la fonte del futuro, in quanto la sua combustione inquina con soglie minimali. Nella combustione, infatti, rilascia sia energia che acqua. Un fattore che, nell’itinerario energetico per lo status green la rende molto meno impattante sull’ambiente.

L’idrogeno nell’impeto della transizione ecologica, con tutte le sue ripercussioni sui costumi e l’economia, potrebbe dar manforte a questa strada ponendosi come solida alternativa.

Idrogeno si, Idrogeno no

green
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Eppure, tante sono le frenate che questa innovativa fonte energetica ha dovuto subire. In primo luogo a causa della sua reperibilità in natura, trovare l’idrogeno è semplice, perché sempre legato chimicamente con altri elementi. Questo comporta che per rinvenire questo combustibile, bisogna trattarlo con un processo che comporta costi. E naturalmente l’impiego di altra energia per produrne di pulita.

Un fattore che spesso ha contribuito a distogliere gli stessi fautori dell’idrogeno della sua portabilità. Infatti la soluzione per ricavarne mediante il processo di elettrolisi, cioè rompendo le molecole d’acqua tramite energia elettrica per ottenerne. Un circolo che appare palesemente vizioso e che mette a rischio questa possibilità

Una tarla nel sistema di produzione dell’idrogeno è infatti presente dall’energia elettrica sfruttata. In primo luogo perché spesso ricavata da materiali carbonfossili e in minima parte da fonti rinnovabili. A questo trattamento si aggiunge anche quello finalizzato ad eliminarne l’anidrite carbonica.

Ciononostante, la scienza e la ricerca sta facendo passi da gigante per abbattere costi e rinvenire opportunità ed alternative per arrivare ad una produzione esclusivamente green&eco. 

Come va l’energia blu in Italia?

Se in larga parte del Vecchio e del Nuovo Mondo sono stati varati piani strategici per la transizione energetica verso questa opportunità, l’Italia non sta a guardare. Benché non se ne dica, il nostro paese è tra i must della produzione e valorizzazione dell’idrogeno verde. Una fonte totalmente realizzata con fonti rinnovabili.

Numerose sono le iniziative nate grazie agli investimenti dei fondi PNRR, i quali hanno portato l’avvento di mere Valley dedicate a questa energia interamente pulita. Nella regione Emilia Romagna, per esempio, nella zona di Modena incontriamo una delle area più all’avanguardia con aziende interessata allo sviluppo di projects dedicati al connubio “verde”. In particolare attorno a questi distretti è stato stanziato un piano d’investimento di oltre 20 milioni di euro per la costruzione di un enorme parco fotovoltaico da 6 megawatt che alimenterà un elettrolizzatore per il processo di elettrolisi.

Una nuova possibilità, mentre ancora in alto mare appaiono gli obiettivi eco&green energetico, avulso tra le critiche e perplessità del nucleare e l’inefficacia del binomio fotovoltaico ed eolico.

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