Francia, il caldo minaccia 12 milioni di abitazioni

Autore:
Erika Fameli
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Il cambiamento climatico avanza e il caldo distrugge la Francia: a causa di argille che si ritirano e si gonfiano, 12 milioni di case rischiano di crollare a causa delle temperature in aumento. Ecco cosa sta facendo il governo per limitare i danni, e a cosa si va incontro se non si trova subito un rimedio.

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Crepa, Muro
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Quando si parla di cambiamento climatico, si pensa spesso sia qualcosa che riguarda solamente il mondo esterno, ma in realtà può toccare internamente anche le singole abitazioni, le case dove si pensa di essere al sicuro. Ne sanno qualcosa i cittadini francesi, che da diverso tempo stanno combattendo una battaglia silenziosa contro le argille che, ritirandosi e gonfiandosi, stanno letteralmente distruggendo le case.

Si tratta di una situazione critica, che mette a rischio le sorti di 12 milioni di abitazioni, per cui il governo francese sta cercando di trovare un rimedio, ma che può degenerare in problemi molto seri sia per il Paese nel suo insieme, che per i singoli cittadini. Ecco cosa sta succedendo.

Il caldo distrugge la Francia

Crepa, Muro
Photo by struppi0601 – Pixabay

Ultimamente in Francia sono aumentate esponenzialmente le chiamate per le riparazioni a:

  • tubi rotti,
  • porte e finestre deformate,
  • crepe profonde nelle pareti di casa.

Si tratta di chiamate che arrivano da oltre 12 milioni di immobili in Francia, e che minacciano oltre la metà delle villette unifamiliari del Paese. Il motivo non è una casualità, ma deriva dai gas serra che continuano a surriscaldare il pianeta, alimentando eventi di meteo estremo e mettendo a dura prova la resistenza strutturale degli immobili costruiti in cemento negli anni ‘70 del secolo scorso. Le case francesi, infatti, sono realizzate su un terreno argilloso, su cui il cambiamento climatico ha un potere enorme. In particolare, sta aggravando il fenomeno RGA (ritiro-gonfiamento delle argille), che a sua volta può provocare gravi problemi strutturali alle abitazioni indipendenti.

Quello che accade alle case francesi, è il ritiro dell’argilla nei periodi di siccità, quando i terreni perdono umidità e mettono a rischio la stabilità delle fondamenta. Di contro, quando le piogge si fanno più intense, l’argilla nel terreno si gonfia e assorbe l’acqua in eccesso, indebolendo progressivamente sia il terreno che le fondamenta delle case.

Un fenomeno da arginare

Crepa, Muro
Photo by Angelo_Giordano – Pixabay

Questo fenomeno riguarda il 54% delle case unifamiliari in Francia. In media il ritiro e il gonfiamento delle argille comportano 1 miliardo di euro l’anno in indennizzi a carico del regime di calamità naturali.

In particolare, le zone più colpite sono Allier, Alpes-de-Haute-Provence, Dordogne, Gers, Indre, Lot-et-Garonne, Meurthe-et-Moselle, Nord, Puy-de-Dôme, Tarn et Tarn-et-Garonne, dove 3 milioni di case presentano un rischio molto alto di collasso. Ancora una volta, siamo di fronte agli effetti nefasti del cambiamento climatico, che aumenta sia la frequenza che l’intensità delle ondate di calore e delle alluvioni, che mettono a dura prova la sopravvivenza del Paese.

Dopo la siccità e il caldo estremo del 2025, che hanno provocato 1.444 decessi, la Francia ha registrato nel 2026 la più lunga sequenza di giorni di pioggia mai osservata, senza un solo giorno di sole dal 14 gennaio al 22 febbraio. La pioggia ha causato inondazioni in tutto il Paese, costringendo 4.000 persone a rifugiarsi in strutture d’emergenza e provocando danni a centinaia di abitazioni. Le previsioni per il 2026 non sono buone, da questo punto di vista, e il Governo si sta già muovendo con la sperimentazione del Fondo di prevenzione Argile, che realizza valutazioni di vulnerabilità e garantisce interventi preventivi agli immobili che si trovano su terreni argillosi. Basterà a contenere il fenomeno?

Il caldo distrugge la Francia: 12 milioni di case a rischio: foto e immagini