Ferrovie italiane a rischio: quelle costiere rischiano di collassare
Allarme ferrovie italiane a rischio: l’innalzamento dei mari minaccia chilometri e chilometri di ferrovie, e il CMCC mette in guardia circa il possibile collasso di tutte le infrastrutture costiere dello Stivale. Ecco cosa sta succedendo in Italia, e cosa sta provocando il cambiamento climatico.
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Il cambiamento climatico in Italia si percepisce in maniera sempre più forte e chiara, tanto che nel 2024 la Rete Ferroviaria Italiana ha sviluppato un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici per la messa in sicurezza della strada ferrata. L’innalzamento dei mari però, sta procedendo ad un ritmo sempre più serrato, mettendo in serio pericolo chilometri e chilometri di ferrovie costiere in tutto il Paese. A lanciare l’allarme è il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che avvisa:
Tutte le infrastrutture costiere sono fortemente a rischio in molte parti d’Italia.
Le recenti mareggiate in Calabria, Sicilia e Sardegna hanno dimostrato la fragilità dei binari che corrono lungo le coste italiane, e hanno rappresentato un campanello d’allarme da non sottovalutare. Gli eventi meteo sempre più frequenti ed estremi e l’innalzamento dei mari stanno diventando un problema per le ferrovie costiere, ed è necessario intervenire per metterle in sicurezza.
Ferrovie italiane a rischio

Nel luglio 2024 la Rete Ferroviaria Italiana ha avviato un programma di medio-lungo periodo che punta a rafforzare la resilienza dell’infrastruttura ferroviaria dai danni provocati dal dissesto idrogeologico e dagli effetti del cambiamento climatico. Si tratta di un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici che, nel dettaglio, definisce alcune misure in grado di rafforzare la capacità di adattamento della rete ferroviaria e che, parallelamente, dovrebbe garantire la sicurezza di tutti. Il Piano, inoltre, classifica le ferrovie italiane in base al rischio che corrono:
- molto alto,
- alto,
- medio,
- moderato.
Per ogni livello, il Piano prevede azioni specifiche da intraprendere in due casi: se l’infrastruttura verrà sommersa per più di 250 metri consecutivi, oppure se i tratti sommersi saranno inferiori a 250 metri. Nonostante ciò, però, non esiste una lista effettiva che individui le ferrovie più esposte al rischio. Un’indicazione circa questo dato, può darla un’analisi del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), che tenta di comprendere quali e quante parti dell’infrastruttura ferroviaria italiana esistente rischiano di finire sott’acqua nel prossimo futuro.
I tratti costieri più minacciati

Nello studio, pubblicato su Environmental Monitoring and Assessment, si legge che:
I risultati di questa applicazione, sebbene non inclusi nel documento per motivi di riservatezza imposti dal gestore dell’infrastruttura, hanno portato ad una chiara identificazione delle aree e dei tratti ferroviari costieri esposti ad elevati livelli di rischio e dei luoghi che richiedono azioni prioritarie di adattamento urgente in vista di infrastrutture a prova di clima.
In base all’incrocio dei dati sull’innalzamento dei mari e delle mareggiate, secondo il CMCC i tratti costieri a rischio interesserebbero l’intero Paese, ma nulla di specifico emerge dallo studio, per accordi di riservatezza con RFI. A prescindere da ciò, è sempre più evidente come il cambiamento climatico stia mettendo a rischio non solo le ferrovie, ma intere aree costiere, che rischiano di finire sommerse da un momento all’altro. Intere regioni rischiano di scomparire a causa delle inondazioni sempre più violente e frequenti, e il caso della Sicilia, della Calabria e della Sardegna lo ha dimostrato chiaramente.