Fast fashion: la moda a basso costo che distrugge l’ambiente

Autore:
Aldea Bellantonio
  • Laurea in Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Fast fashion, la moda ultraveloce che negli ultimi anni ha rivoluzionato completamente il modo in cui ci vestiamo. Parliamo di capi a prezzi stracciati, collezioni che si rinnovano rapidamente e un modello di business basato sull’acquisto compulsivo, sono alla base di questo modus operandi. 

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vestiti
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Il fast fashion ha trasformato i vestiti in articoli usa e getta, generando un grave problema nell’uso smodato di materie prime e nella produzione di rifiuti. Un sistema che dietro a prezzi irrisori nasconde una produzione di massa dalle conseguenze ambientali, sociali ed economiche devastanti.

L’impatto ambientale del fast fashion sta devastando il pianeta

Inquinamento
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Secondo uno studio riportato da Green Peace, ogni anno nell’Unione Europea vengono gettate via 5 milioni di tonnellate di vestiti e calzature e l’80% di questi finisce in inceneritori, discariche o nel sud del mondo. Il 25% dei capi di abbigliamento prodotti in tutto il mondo rimane invenduto e meno dell’1% dei vecchi abiti viene usato per produrre nuovi vestiti, cicli di produzione che si susseguono ad un ritmo incessante, dalla progettazione alla messa in vendita di capi di abbigliamento, ma anche di accessori, stimolando costantemente all’acquisto compulsivo.

Infatti se fino a qualche anno fa la moda ci sembrava accessibile grazie a marchi come Zara o H&M, oggi è diventata estremamente low cost, a causa di brand che ne hanno ridefinito il modo stesso in cui la concepiamo. Leader in questo tipo di approccio è il gigante cinese Shein che, con il suo e-commerce, immette sul mercato fino a 10 mila articoli al giorno.

Le industrie dietro il Fast Fashion

Shein ha un approccio molto aggressivo, che riunisce circa 6.000 fabbriche di abbigliamento cinesi, appoggiandosi ad un software di gestione interno che raccoglie feedback in tempo reale su quali siano gli articoli che si stanno vendendo di più e quali meno, in modo da aggiornare il catalogo infinito di prodotti on line. Possibile grazie anche ad un’operazione pubblicitaria accattivante basata sull’uso di influencer provenienti da tutto il mondo. L’azienda cinese, infatti, bombarda la Generazione Z attraverso piattaforme come TikTok, con articoli dai prezzi stracciati, promossi e resi ancor più appetibili da micro e macro influencer.

Impatto Ambientale

Mentre i brand competono per rimanere al passo con la frenesia delle ultime tendenze, l’espansione di questo tipo d’industria solleva domande sulla sua sostenibilità a breve, ma soprattutto a lungo termine. L’impatto ambientale insostenibile è motivo di crescente preoccupazione, soprattutto a causa di politiche praticamente inesistenti. Attivisti e organizzazioni ambientaliste come Greenpeace stanno mettendo in luce l’impatto negativo della Fast Fashion Industry sull’ambiente, a partire dall’uso intensivo di materiali poco sostenibili, fino alla produzione di enormi quantità di rifiuti tessili, nonché all’esaurimento delle risorse. L’Unione Europea ha infatti proposto recentemente nuove strategie per affrontare l’impatto ambientale dell’industria tessile, entro il 2050.

Prezzi bassi

Come riporta una recente indagine di Stefano Martinelli sul Giornale di Brescia un altro tema di importanza rilevante è quello dello sfruttamento del lavoro in quelli che vengono definiti Paesi in via di sviluppo. Tenendo conto che il costo per la produzione di 10 magliette è stimato in 5,34 €, risulta inevitabile che la spesa minima sia collegabile al basso costo della manodopera.

Lavoravo per un’azienda della fast fashion e chiesi di poter visitare una fabbrica cinese di un celebre marchio – racconta Alessandro Armillotta, creatore dell’app AWorld, partner ufficiale della Cop27 delle Nazioni Unite -. Qui ho visto turni di lavoro da 15/18 ore, totale assenza di tutela sindacale, letti costruiti sopra le postazioni di cucito, fiumi che cambiavano colore a seconda del capo d’abbigliamento che veniva tinto. Tutto ciò mi ha spinto ad abbandonare la posizione e a fondare un’app che stimola le persone a promuovere la sostenibilità con azioni pratiche.

Fast Fashion: foto e immagini