Il termostato non è un acceleratore: 3 falsi miti che rischiano di far lievitare la bolletta
Con l’arrivo dell’autunno tornano riscaldamenti, abitudini sbagliate e convinzioni difficili da sradicare. Ma quanto c’è di vero nei luoghi comuni sul risparmio energetico? Ecco i falsi miti più diffusi da rivedere, tra comfort domestico, climatizzatori e fonti rinnovabili.

Quando le temperature iniziano a scendere, molte famiglie riaccendono il riscaldamento e, con esso, anche una serie di automatismi che sembrano innocui ma finiscono per pesare sui consumi. Si alza il termostato per scaldare prima, si rimanda la manutenzione del climatizzatore, si dà per scontato che certe tecnologie servano solo in una stagione. In realtà, l’efficienza energetica — come ricorda ENEA — significa “ottenere lo stesso risultato utilizzando meno energia”: stesso benessere, meno sprechi, maggiore controllo della spesa. E proprio su questo terreno si giocano molte delle scelte più importanti per la casa, soprattutto nei mesi freddi.
Dal 15 ottobre nelle zone climatiche E e dal 1° novembre nella zona D, come Roma, si riaccendono gli impianti. È il momento in cui emergono anche alcune convinzioni molto diffuse, ma non sempre corrette. Vale davvero la pena spingere il termostato al massimo? Un climatizzatore può funzionare bene anche d’inverno? E le rinnovabili sono davvero una soluzione riservata a chi possiede un tetto di proprietà? Le risposte, spesso, sono meno intuitive di quanto sembri.
Alzare il termostato non significa scaldare prima
Tra i falsi miti più radicati c’è l’idea che impostare il termostato a una temperatura più alta permetta di raggiungere il comfort più velocemente. In realtà, non funziona così. L’impianto continua a lavorare finché non arriva al valore impostato, quindi alzare il set point non accelera il riscaldamento: lo rende soltanto più energivoro. Ogni grado in più, infatti, si traduce in un aumento dei consumi e, di conseguenza, della bolletta.
Spingere il termostato a 25 gradi nelle prime sere fredde può sembrare una scorciatoia efficace, ma non lo è. Per le abitazioni, il limite previsto è di 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi; in alcuni Comuni, inoltre, il valore consentito è stato abbassato a 19. La regola è semplice: meglio mantenere una temperatura equilibrata e costante, evitando oscillazioni inutili. Lo stesso principio vale anche in estate, quando il climatizzatore non dovrebbe essere impostato troppo in basso. L’ideale è restare tra 24 e 26 gradi, sfruttando la funzione deumidificatore nelle giornate più afose, per ottenere una sensazione di fresco senza consumi eccessivi.
Un aiuto in più può arrivare dai termostati intelligenti, che regolano il funzionamento degli impianti in base alle abitudini della famiglia. Programmare gli orari, evitare accensioni superflue e adattare la temperatura alla reale presenza in casa sono piccoli accorgimenti che, nel tempo, possono fare una differenza concreta.

Un climatizzatore sporco consuma di più e rende meno
Un altro errore comune è pensare che, se l’apparecchio si accende e funziona, allora non abbia bisogno di cure. Nulla di più sbagliato. I filtri sporchi rallentano il lavoro del climatizzatore, ne riducono l’efficienza e possono far aumentare i consumi fino al 30%. In pratica, il sistema deve sforzarsi di più per garantire lo stesso risultato. E quando un dispositivo lavora sotto pressione, la bolletta se ne accorge eccome.
Non è solo una questione economica. Nei filtri trascurati possono annidarsi muffe, batteri e impurità che compromettono la qualità dell’aria in casa. Per questo l’autunno rappresenta il momento ideale per intervenire, soprattutto prima di utilizzare il climatizzatore anche per il riscaldamento. Una pulizia accurata, magari accompagnata da un controllo generale dell’impianto, consente di affrontare la stagione fredda con maggiore serenità.
Molti sottovalutano questo passaggio perché lo considerano un dettaglio tecnico. In realtà, la manutenzione è parte integrante dell’efficienza energetica: un apparecchio ben tenuto consuma meno, dura di più e offre prestazioni più affidabili. È una regola semplice, ma spesso ignorata fino a quando non compaiono i primi segnali di calo.
Rinnovabili e consumi consapevoli: la casa può cambiare davvero
C’è poi una terza convinzione da superare: l’idea che il climatizzatore serva soltanto nei mesi estivi. I modelli di nuova generazione, invece, sono progettati anche per riscaldare gli ambienti durante l’inverno. In una casa che punta all’elettrificazione dei consumi — cioè alla sostituzione delle tecnologie alimentate da combustibili fossili con soluzioni elettriche — un unico apparecchio può accompagnare la famiglia lungo tutto l’anno. E il vantaggio non è solo pratico: sostituire un impianto datato con uno ad alta efficienza può ridurre i consumi in bolletta fino al 40%.
Tra le soluzioni disponibili, Enel propone anche il climatizzatore LG Libero da 9.000 btu, pensato per funzionare in estate e in inverno, con consegna inclusa nel prezzo. Si tratta di un esempio di come la tecnologia possa diventare più accessibile e, al tempo stesso, più utile nella gestione quotidiana della casa. Oggi, infatti, il tema non è solo avere un dispositivo, ma scegliere strumenti che lavorino in modo integrato e intelligente.
La stessa logica vale per le fonti rinnovabili. Per il GSE, sono una leva strategica per ridurre l’uso dei combustibili fossili negli edifici. Anche qui, però, esiste un pregiudizio diffuso: quello secondo cui il fotovoltaico sarebbe riservato soltanto a chi possiede un tetto di proprietà. Non è così. Enel realizza impianti fotovoltaici sia per tetti sia per appartamenti, mentre chi vive in affitto o non può installare un impianto può ricorrere a ebitts, la piattaforma digitale del Gruppo che consente di autoprodurre virtualmente e consumare energia rinnovabile acquistando quote di impianti fotovoltaici ed eolici. Una soluzione che amplia le possibilità di accesso alla transizione energetica, rendendola meno teorica e più concreta.
In questo scenario, la casa non va più considerata come un insieme di elementi separati, ma come un sistema unico. Anche infissi e pareti ben isolate fanno la loro parte: trattengono il calore nei mesi freddi e respingono l’afa d’estate. Dalla climatizzazione alle rinnovabili, passando per le scelte quotidiane, l’efficienza nasce dall’insieme di piccoli gesti e strumenti giusti. Spesso basta modificare un’abitudine per notare la differenza, non solo nel comfort, ma anche nel conto finale.