Realizzato sull’Everest il parco eolico più alto del mondo
La Cina si conferma ancora una volta leader mondiale nel settore delle rinnovabili realizzando sull’Everest quello che è, a tutti gli effetti, il parco eolico più alto del mondo.

Nel 2008 Nadir Dendoune, un giornalista franco-algerino, è riuscito nell’impresa di raggiungere la cima dell’Everest senza avere nessun tipo d’esperienza e senza alcuna preparazione fisica. L’ardua e “infinita” scalata è stata compiuta per dimostrare come anche gli immigrati delle banlieue, i sobborghi parigini, possano realizzare qualcosa di straordinario e non siano solo dediti a delinquere per strada. La vicenda è stata narrata in un libro scritto dallo stesso Dendouone intitolato “Un tocard sur le toit du monde” (“Un perdente sul tetto del mondo”), dal quale nel 2017 e stato tratto un film diretto da Ludovic Bernard “L’Ascension” (“Ascensione”).
Se invece che nel 2008 Nadir avesse deciso di salire sulla vetta più alta del mondo ai giorni nostri, oltre ai meravigliosi paesaggi avrebbe potuto anche ammirare il nuovo e pioneristico parco eolico realizzato all’incredibile altezza di 5.200 metri.
Realizzato sull’Everest il parco eolico più alto del mondo

Per compiere il passaggio definitivo dal mix di inquinanti combustibili fossili alle fonti di energia rinnovabili bisogna anche capire fin dove si può arrivare. Conoscere quindi i limiti di superficie e tecnologici risulta fondamentale per effettuare nel tempo una piena transizione energetica.
Sarà stato senz’altro questo il motivo che ha spinto la Cina a “scalare” l’Everest per realizzare il parco eolico più alto del mondo. Il progetto, secondo quanto riportato dal South China Morning Post, è stato messo in pratica nella regione autonoma del Tibet, precisamente nella contea di Comai, all’altezza vertiginosa di 5.200 metri. L’impianto è stato già collegato alla rete elettrica e allo stato attuale sono in funzione 15 turbine.
Il parco eolico è stato interamente finanziato dalla Three Gorges Corporation, una società elettrica di proprietà statale, fondata nel 1993, che in passato ha costruito anche la famigerata Diga delle Tre Gole, la centrale idroelettrica più grande del mondo, entrata in attività nel 2008. Le 15 turbine eoliche, ognuna dotata di una capacità record che può raggiungere i 3,6 megawatt (MW), dovrebbero essere in grado di generare 200 milioni di kilowattora di elettricità pulita all’anno.
Una capacità pari al consumo energetico annuo di 140mila famiglie locali, che tradotto in percentuali significa più del 10% di tutte le famiglie tibetane.
Un cospicuo risparmio di combustibili fossili

Riuscendo a sfruttare a pieno la produzione annuale di energia del nuovo Parco, si potrebbero risparmiare oltre 60mila tonnellate di carbone all’anno. Di conseguenza, secondo l’agenzia di stampa statale Xinhua, ci sarebbe una riduzione equivalente a 173mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica e 20 tonnellate di emissioni di anidride solforosa.
Il direttore tecnico del progetto Li Chunsan ha spiegato attraverso i media statali alcuni dettagli dettagli dell’impianto. Innanzitutto, tenuto conto delle condizioni ambientali estreme, le turbine sono dotate di rivestimenti elastici, moduli di protezione dai raggi ultravioletti e dai fulmini e cavi molto spessi. Per risolvere al meglio la problematica relativa alla presenza di aria rarefatta in alta quota, che influisce sul funzionamento e sulla conseguente produzione di energia, le turbine hanno un diametro del rotore di 160 metri, ovvero quasi 20 metri più lungo rispetto a unità simili in altre regioni. Questo permette di aumentare la circonferenza delle pale rotanti di circa il 30%.
Il progetto è di grande importanza per lo sviluppo di più impianti eolici ad altissima quota in Cina, nonché per lo sviluppo economico e sociale della regione, ha affermato con soddisfazione Lei Mingshan, presidente della Three Gorges Corporation.
La Cina conferma ancora una volta di voler abbandonare al più presto la strada dei combustibili fossili dannosi per l’ambiente. In questa direzione parlano chiaro i numeri resi noti dal China Electricity Council di luglio, secondo i quali, nel 2022, il 36,2% dell’elettricità cinese è stata generata grazie a fonti rinnovabili. Una percentuale che rafforza la leadership mondiale del paese asiatico nel campo delle energie alternative.