In Germania riaprono le centrali a carbone: sarà la scelta migliore?
Il governo della Germania ha deciso di riaprire le centrali a carbone. La decisone è stata presa in previsione dell’inverno per garantire l’approvvigionamento elettrico della popolazione.

Negli ultimi anni diversi provvedimenti sono stati approvati da parte delle Istituzioni per favorire la transizione ecologica e contrastare i fenomeni del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. L’inizio del conflitto in Ucraina, però, ha scombinato i piani alimentando i dubbi e i timori dei Governi europei a causa del taglio delle forniture di gas dalla Russia. A questo proposito la Germania ha deciso di riaprire diverse centrali a carbone per garantire un inverno “tranquillo” ai propri cittadini.
Inquinamento: la Germania riapre le centrali a carbone

Come già detto la decisione del governo tedesco è maturata in previsione dei mesi più freddi, quando si presuppone che la domanda elettrica da parte della popolazione aumenterà in maniera consistente. Il problema è che all’interno del piano di riattivazione rientreranno anche due reattori a lignite che nel 2021 erano stati classificati dalla ong britannica Ember al sesto e al terzo posto tra i più inquinanti d’Europa. In particolare si tratta degli impianti di Jaenschwalde appartenente all’azienda Leag e di Niederaussem della Nrw.
Entrando nello specifico Berlino ha deciso di rimettere in funzione i blocchi E e F dell’impianto di Niederaussem e il blocco C dell’impianto di Neurath. Nella zona orientale del Paese saranno invece riaperti i blocchi E e F dell’impianto di lignite di Jaenschwalde.
La riserva di approvvigionamento sarà riattivata per risparmiare gas nella produzione di elettricità ed evitare così colli di bottiglia nell’approvvigionamento di gas nel periodo di riscaldamento 2023/2024, ha dichiarato il Governo.
Berlino assicura il rispetto degli impegni

La scelta, decisa già due anni fa, in concomitanza con l’inizio della crisi energetica, di ricorrere nuovamente ai combustibili fossili, sarà quindi prolungata almeno fino a marzo del 2024. Infatti, nello stesso tempo, si discute ancora sull’opportunità di mantenere in standby e prolungare ulteriormente, fino al 2025, l’attività dei blocchi D ed E di Neurath, appartenente all’azienda Rwe, colosso dell’elettricità tedesca.
Tenendo conto della rinuncia da parte della Germania al nucleare, con lo spegnimento graduale dei reattori in atto, la decisione di riattivare le centrali per andare in soccorso della popolazione appare, forse, inevitabile. Non sono mancate, però, le polemiche, visto che le emissioni di anidride carbonica sono destinate ad aumentare in maniera cospicua. Tutto ciò in un momento storico in cui giungono dall’Europa diversi provvedimenti finalizzati a sostenere la transizione ecologica e mirati a contrastare gli effetti del riscaldamento globale e del cambiamento climatico.
A questo proposito da Berlino hanno garantito che gli impegni presi in precedenza verranno rispettati. Ad affermarlo è stato il ministro dell’Economia e della protezione del Clima Robert Habeck. Al di là delle misure attuate, il leader dei Verdi ha assicurato che l’obiettivo di eliminare il carbone entro il 2030 rimarrà inalterato.