Eventi climatici estremi: le regioni italiane più a rischio

Autore:
Magda Killa Lalla Cirignano
  • Laurea in Comunicazione
Tempo di lettura: 3 minuti

Negli ultimi 20 anni l’Italia è stata protagonista di tristi evidenze: eventi climatici estremi che hanno sollevato innumerevoli preoccupazioni non solo nelle popolazioni colpite, ma anche negli esperti ambientali. Si sta parlando non solo di ondate di calore (con conseguente siccità), ma anche di piogge torrenziali ed alluvioni. 

alluvione
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Il cambiamento climatico sta creando gravi danni al pianeta e gli eventi che si sono registrati, almeno negli ultimi vent’anni, evidenziano come la sicurezza ed il benessere delle comunità siano fortemente a rischio. Come si menzionava precedentemente, l’Italia è uno dei Paesi maggiormente colpiti dalla vulnerabilità climatica.

Diverse le regioni italiane che ne stanno pagando uno scotto più alto e tra queste abbiamo il Trentino-Alto Adige, la Lombardia e la Sicilia dove tra il 2003 e il 2020 sono stati registrati 378 decessi a causa degli eventi climatici estremi. Artefice di questo studio è ENEA che ha messo in luce le criticità di queste regioni.

Trentino, Lombardia e Sicilia: regioni fortemente colpite da eventi climatici estremi

temporale
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Lo scenario italiano non è assolutamente dei migliori ed ENEA ha evidenziato come frane e valanghe siano le maggiori responsabili dei decessi registrati. Ulteriore causa sono stati i temporali e le inondazioni e i dati hanno messo in luce che la regione più colpita è il Trentino-Alto Adige, seguono a ruota la Lombardia e la Sicilia.

Nel triste bilancio è emerso che anche altre regioni sono state colpite in modo significativo. Il Piemonte conta oltre 30 decessi registrati così come il Veneto e l’Abruzzo. Colpiti anche (circa il 50%) piccole comunità montane o cittadine scarsamente popolate. Cosa si evince dallo scenario attuale?

Cosa è emerso dallo studio condotto da ENEA

Intervenuta a tal proposito anche una delle ricercatrici dell’ENEA la quale ha portato in auge una serie di aspetti da non sottovalutare legati anche alla disparità di genere delle vittime: 297 uomini e 81 donne. Su cosa fa riflettere questo dato? Non solo sui diversi stili di vita, ma anche sulle attività lavorative e sul tempo trascorso al di fuori delle mura domestiche.

È emerso che oltre il 90% dei comuni italiani sono a rischio e nel periodo compreso tra gennaio e maggio del 2023 sono stati registrati 122 eventi climatici estremi. Vi è un aumento del 135% rispetto al 2022 e le regioni più colpite sono state sia l’Emilia-Romagna che il Lazio e la Toscana – peraltro già considerate a rischio da ENEA.

eventi climatici
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Quale lo scenario futuro?

Come si accennava precedentemente sia la frequenza sia l’intensità degli eventi climatici estremi è un rischio sempre più concreto, ragion per cui occorre intervenire per stabilire misure di allerta e azioni di prevenzione. Questo tipo di approccio risulta essere fondamentale per salvaguardare i territori sempre più colpiti e in modo particolare gli abitanti. Nello specifico andranno tutelate le fasce di popolazione più vulnerabili come over 65 e i bambini.

Grazie allo studio condotto da ENEA è stato possibile mettere in luce una realtà decisamente molto preoccupante per il nostro paese ed è stata sottolineata la necessità di intervenire in maniera preventiva per prevenire ulteriori tragedie.

Eventi climatici estremi: foto e immagini