Entro il 2100 queste zone italiane verranno sommerse dal mare
L’innalzamento del livello del mare colpisce ogni parte del pianeta, Italia compresa, tanto che nel 2100 alcune zone potrebbero essere del tutto sommerse.

Il livello del mare si innalza e aumenta il rischio di inondazioni, soprattutto per le popolazioni che vivono nelle zone costiere. Stando alle attuali traiettorie delle emissioni di gas serra, 50 grandi città sparse in tutto il mondo dovranno adoperarsi per evitare di perdere gran parte delle loro aree popolate e l’Italia non è esente da questo grande pericolo. Tutto questo è riportato nel recente studio condotto dagli scienziati di Climate Change.
Tante le città d’Italia a rischio inondazione
Entro il 2100, se il livello del mare continuerà ad innalzarsi, saranno numerose le città italiane che verranno sommerse. In particolare, l’area più colpita sarebbe quella che si affaccia sul Mar Adriatico e si estende dalla costa del Friuli Venezia Giulia all’Emilia Romagna, passando per il Veneto. Proprio qui, infatti, se non verrano adottate efficaci misure di sicurezza, il mare riuscirà a sommergere diversi chilometri di terraferma.
Secondo i dati riportati dallo studio, le aree abitate in corrispondenza delle foci del Po verrebbero del tutto allagate e un’ampia porzione di Pianura Padana verrebbe sommersa dal mare; di conseguenza, città come Ravenna, Ferrara e Venezia verrebbero inondate, mentre località come Bologna e Padova si avvicinerebbero alla costa.
Non solo nord-est italiano: anche tutta la zona che va da Livorno a La Spezia, passando per Pisa, Grosseto e altre città lungo il Tirreno, sarebbe altamente a rischio.
Perché il livello del mare continua a innalzarsi
Dal 1880 a oggi, il riscaldamento globale ha comportato un innalzamento del mare di circa 20 centimetri e il tasso sta nettamente accelerando. Ciò aumenta, di conseguenza, il rischio inondazione. Secondo il rapporto Climate Change 2021: the Physical Science Basis dell’InterGovernment Panel on Climate Change (IPCC), entro il 2030 la temperatura media globale sarà di circa 1,5-1,6°C superiore rispetto ai livelli preindustriali.
Questo fattore, unito a mareggiate, onde e maree sempre più frequenti per via del cambiamento climatico, non fa altro che innalzare i livelli già estremi del mare. Da non dimenticare, poi, che ha favorire il tutto concorre anche lo scioglimento dei ghiacciai.
Le zone italiane più a rischio
Le previsioni indicano che la soglia di +1,5°C verrà superata entro la metà del secolo. Cosa significa? Che il rischio di inondazioni costiere aumenterà la percentuale di abitanti esposti a danni e perdite incommensurabili.
Facendo una stima prettamente italiana, i geologi hanno individuato le zone più a rischio:
- la costa adriatica dell’Italia nord-orientale, che comprende l’area del delta del Po e della laguna di Venezia, comprese zone della Pianura Padana e città costiere di Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia;
- le zone pianeggianti costiere che si affacciano sul Mar Tirreno comprese tra La Spezia e Livorno, incluse Pisa e Grosseto. Scendendo più a sud, sono coinvolte anche le zone di pianura costiera alla foce del Tevere, tra Terracina e Latina, la zona di Castel Volturno e alcune aree di Napoli;
- le aree che si estendono dallo Ionio alla Sicilia, fino alla Puglia, comprese le zone costiere del Golfo di Taranto, la piana a sud di Catania, alcune aree di Bari e l’area costiera del Golfo di Manfredonia.

Il rapporto non è per niente incoraggiante ma, per fortuna, lascia uno spiraglio di salvezza: è ancora possibile cambiare le previsioni e, soprattutto, il destino delle zone appena elencate. Se entro il 2120 milioni di cinesi si ritroveranno sotto il livello del mare, è ancora possibile evitare che lo stesso accada alle bellissime città del Belpaese.