Emergenza climatica, oltre 365 allerte meteo in un anno
In questi ultimi anni non si fa altro che parlare di cambiamento climatico e di come sia una delle sfide più urgenti da affrontare. Crescono con frequenza preoccupante e eventi climatici estremi come ondate di calore, siccità, inondazioni ed uragani. Tutti questi fenomeni evidenziano gli effetti nefasti del riscaldamento globale.

L’aumento delle temperature globali è dovuto alle emissioni del gas serra che derivano direttamente dall’attività dell’uomo sul pianeta. Inutile dire che tutto ciò sta alterando in maniera significativa il sistema climatico e le conseguenze sulle comunità e sull’ambiente sono a dir poco devastanti.
Volendoci concentrare solo sull’Italia, è possibile constatare che nel 2023 sono stati molteplici gli eventi climatici estremi che hanno messo a dura prova il paese. Intaccate in malo modo anche le infrastrutture e di conseguenza l’economia dello stivale. Registrate ondate di calore senza precedenti che hanno superato i 40°; scarsità di precipitazioni, inondazioni e alluvioni.
Emergenza climatica: cosa sta accadendo in Italia?

Come accennato precedentemente, la situazione climatica in Italia non sembra essere delle migliori. Prendendo ad esempio il caso del Piemonte, è stato possibile constatare come la regione debba fare i conti con un clima ormai impazzito. Sono stati registrati fenomeni quali bombe d’acqua, tempeste e grandinate con una frequenza disarmante. A rischio anche la biodiversità della regione stessa.
Redatta proprio recentemente la Relazione sullo stato dell’ambiente 2024 (presentato all’Arpa) che ha evidenziato diversi punti di criticità. Sono stati richiesti degli interventi immediati, oltre che delle strategie di adattamento a cambiamenti climatici così estremi. E’ di fondamentale importanza monitorare il territorio e preparare i cittadini ad ogni evenienza.
Il caso del Piemonte
Il documento in questione vede il monitoraggio di oltre 1 milione di fonti e sono stati raccolti i dati di progetti di prevenzione a lungo termine. Si è recentemente tenuto un evento di presentazione a Torino dove è intervenuto anche Matteo Marnati, assessore regionale dell’ambiente, il quale ha sottolineato quanto sia importante l’aspetto della programmazione.
Marnati ha posto in essere una questione molto importante, evidenziando come la continua emergenza getti continuamente in un forte stato di apprensione. I segnali di un territorio fragile sono evidenti e gli imprevisti così violenti quasi all’ordine del giorno. A tal proposito, al fine di salvaguardare l’ambiente e la comunità, si rende necessaria per percorrere una sola strada: quella della programmazione.

L‘assessore regionale ha ricordato quanto siano di fondamentale importanza i piani per il miglioramento della qualità dell’acqua: questi stanno ottenendo dei risultati soddisfacenti. Inoltre, tenendo sempre presente il rapporto Arpa, è stata evidenziata una triste realtà: sono stati emessi circa 365 bollettini di allerta meteo. Dunque uno al giorno ed ha interessato in modo particolare l’area del Tanaro.
Allerte
41 le allerte gialle che riguardano valanghe, temporali e conseguenti rischi idraulici ed idrogeologici. Inoltre, è stato ricordato il triste evento temporalesco di luglio 2023 che ha causato un danno di circa 30 milioni di euro alle culture della regione. Significative anche le parole di Barbero, direttore di Arpa, il quale ha espresso la sua opinione circa la combinazione tra temperatura, umidità e termoregolazione dell’uomo che ha un impatto anche sugli apparati vitali – così come da non sottovalutare anche l’impatto psicologico.
In conclusione, è possibile affermare che gli eventi climatici estremi stanno rappresentando una sfida senza precedenti per il Piemonte, ragion per cui è importante focalizzarsi su sistemi di prevenzione e programmazione a lungo termine al fine di delineare un percorso più sano e più sicuro per l’intera regione.