Crisi climatica e fenomeni estremi: record di vittime nel 2023
Il 2023 ha fatto registrare un incremento record del 30% per quanto riguarda le vittime causate da fenomeni estremi collegati alla crisi climatica.
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Oltre a essere l’anno più caldo di sempre, il 2023 ha fatto registrare un’impennata record di vittime causate da eventi estremi collegati al cambiamento climatico. Secondo i numeri forniti da Save the Children sono infatti più di 12mila i morti provocati da alluvioni, frane, inondazioni, incendi, cicloni e tempeste.
Crisi climatica e fenomeni estremi: record di vittime nel 2023

Il 2023 continua a far registrare record negativi in merito agli eventi disastrosi legati al clima. Infatti, oltre ad essersi laureato con largo anticipo “anno più caldo di sempre“, grazie a un aumento del global warming pari 1,43°C, in questi giorni ha anche stabilito un altro triste primato che riguarda il numero di morti causati dai fenomeni estremi derivanti dalla crisi climatica. Il totale, stando alle cifre rese note da Save the Children, ammonta a più di 12mila vittime provocate in ogni angolo del Pianeta da alluvioni, frane, inondazioni, incendi, cicloni e tempeste.
Per arrivare a queste conclusioni drammatiche, la famigerata Ong, che ormai da più di un secolo lavora in sostegno dei bambini più deboli del mondo, ha potuto basarsi sul focus realizzato dall’EM-DAT, il database internazionale dei disastri.
Nel corso del 2023 si sono verificati 240 eventi estremi e l’aumento del tasso di mortalità rispetto all’anno precedente equivale al 30%. Dal conto complessivo sono stati inoltre esclusi altri fenomeni, come, ad esempio, le ondate di calore, per i quali risulta difficile stabilire con precisione se la responsabilità sia dovuta al riscaldamento globale. Nel dettaglio, le vittime sono aumentate del 60% a causa delle frane provocate dal dissesto idrogeologico e del 278% a causa degli incendi.
La metà dei morti nei Paesi più svantaggiati

L’aumento maggiore del numero di morti, +340% negli ultimi dodici mesi, è legato alle tempeste. Un incremento influenzato soprattutto dal passaggio, avvenuto a settembre, della tempesta Daniel nel Mediterraneo. Un fenomeno che in Libia è stato in grado di devastare la città di Derna.
Il paradosso è che subire in maniera sproporzionata le conseguenze sono principalmente i Paesi economicamente più svantaggiati, che di fatto contribuiscono di meno a causare la crisi climatica. Infatti, è proprio in questi Stati che si registra la metà delle vittime dovute agli eventi estremi del 2023.
L’analisi mostra chiaramente come la crisi climatica colpisca in modo sproporzionato coloro che hanno contribuito meno a causarla e che sono meno in grado di resistere ai suoi effetti più dannosi, rafforzando ulteriormente condizioni di disuguaglianza, povertà e sfollamento. Le migliaia di morti causate dagli eventi meteorologici estremi di quest’anno sono un esempio particolarmente drammatico dell’enorme impatto che i cambiamenti climatici hanno sui bambini, sulle famiglie e sulle comunità. Questi disastri lasciano le bambine e i bambini senza casa, senza scuola, affamati e con la paura che inondazioni, tempeste e incendi possano togliere la vita ai loro cari. Dobbiamo aumentare in modo significativo i finanziamenti per il clima e far sì che tengano in considerazione le esigenze dei bambini, anche per quanto riguarda le risorse necessarie a riparare le perdite e i danni causati dalla crisi climatica. L’accordo raggiunto a COP28 che sancisce la transizione dai combustibili fossili va nella giusta direzione, ma è ben lontano dalla rapida eliminazione dei combustibili fossili, disperatamente necessaria per garantire una giusta transizione per i bambini di tutto il mondo
ha dichiarato Kelley Toole, Responsabile globale per i cambiamenti climatici di Save the Children.
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