Emergenza cinghiali in tutta Italia: danni ed incidenti in aumento

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 7 minuti

I cinghiali sono ovunque in Italia e tra incidenti stradali, vigneti distrutti e peste suina, la loro presenza è diventata una vera e propria emergenza da affrontare il prima possibile. La proposta del Comune di Roma.

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Cinghiale
Photo by Tho-Ge – Pixabay

Anche quest’anno i cinghiali sono stati i protagonisti indiscussi dell’estate italiana: si aggirano tra le vie cittadine, sulle spiagge e all’ombra dei vigneti del tutto indisturbati creando non solo disagio ai presenti, ma anche ingenti danni a ciò che li circonda.

Un fenomeno che genera paura e polemiche

Tra i primi “effetti collaterali” della presenza dei cinghiali rientrano indubbiamente gli incidenti stradali, che sono aumentati dell’8% rispetto al 2023. A seguire, i danni all’agricoltura: Coldiretti parla addirittura di 200 milioni di euro solo nell’ultimo, mentre Ispra sottolinea che la somma complessiva ammonta a circa 120 milioni di euro se si analizza il periodo 2015-2021.

Come se non bastasse, dal 2022 la presenza dei cinghiali ha riportato alla luce l’allarme peste suina africana, una malattia virale altamente contagiosa proprio per i suini e i cinghiali selvatici ma, per fortuna, innocua per gli esseri umani.

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Inutile dire che non mancano le polemiche da parte di agricoltori e allevatori che chiedono l’aiuto del Governo per arginare il fenomeno, così come le associazioni animaliste continuano a rimanere in prima linea contro i cacciatori e invocando una convivenza pacifica tra uomini e fauna selvatica.

Cosa bisognerebbe fare, quindi?

Perché ci sono tanti cinghiali in giro?

Cinghiale
Autore: Paul Henri Degrande da Pixabay

I cinghiali sono molto diffusi in Italia e per ovvi motivi: innanzitutto, a partire dagli anni Sessanta le popolazioni hanno abbandonato le zone montane e collinari per spostarsi in città, lasciando ai suini campo libero; in secondo luogo, poi, il ripopolamento a scopo venatorio avvenuto negli anni Cinquanta ha fatto sì che questa specie animale si riproducesse e diffondesse con molta più facilità.

In ogni caso, negli ultimi anni sembra che il danno sia ormai irreparabile e nonostante la pressione venatoria la popolazione dei cinghiali ha continuato a crescere a dismisura fino a diventare altamente pericolosa.

A preoccupare è la peste suina africana

Se fino a qualche anno fa la presenza dei cinghiali destava preoccupazione tra agricoltori e allevatori per via dei danni da loro inferti, adesso ad allarmare è la diffusione della peste suina africana, che colpisce proprio suini e cinghiali selvatici.

Il virus, di origine africana, è arrivato in Europa tramite il Mar Nero nel 2007 e la sua presenza è stata confermata per la prima volta nel 2022 a confine tra Piemonte e Liguria. Successivamente, si sono registrati casi un po’ ovunque in Lombardia, Lazio, Calabria, Emilia Romagna, Campania e Toscana.

Certo, il cinghiale è il capro espiatorio; ma pensandoci bene, da solo non potrebbe mai contagiare interi allevamenti di maiali. Il vero “untore”, in realtà, sarebbe proprio l’uomo: basti pensare che nel 2007 il virus è arrivato in Georgia attraverso rifiuti di cucina infetti scaricati da una nave proveniente dall’Africa.

Non solo, perché il virus si trasmette anche se si entra in contatto con oggetti contaminati, compresi indumenti, calzature e attrezzature. In sostanza, basta che una persona vada in giro per i boschi e poi entri in un allevamento indossando abiti contaminati per dar vita a un potenziale focolaio.

Quali sono le soluzioni?

Per contenere la diffusione della peste suina, quindi, sono indispensabili le profilassi per gli operatori negli allevamenti e il rispetto delle norme di biosicurezza. A tal proposito, il governo ha inserito nel DL Agricoltura specifiche indicazioni: la caccia ai suini è consentita fino a mezzanotte, per esempio, ed è possibile munirsi di metodi selettivi per il contenimento della fauna selvatica come ottiche di mira a infrarossi e foraggiamento attrattivo.

Inoltre, si può ricorrere a personale delle forze armate per contrastare il fenomeno, autorizzando un contingente massimo di 177 unità per un arco di tempo no superiore a 12 mesi.


Cinghiale
Photo by MBertolotti – Pixabay

Le malattie infettive che stanno facendo la loro ricomparsa a seguito del cambiamento climatico sono numerose, malaria compresa, ma è possibile limitare i danni, preservare la salute umana e intervenire in modo tanto efficace, quanto duraturo.

Aggiornamento del 12 settembre 2024: proposta shock

L’emergenza cinghiali non si spegne nemmeno a settembre e siccome Roma e la sua amministrazione sta lottando da anni contro l’invasione degli ungulati, arriva proprio dalla giunta capitolina la proposta che sicuramente scatenerà le polemiche, dividendo la popolazione in due nette fazioni.

E’ da tempo che la Coldiretti sta proponendo la soluzione di sfruttare gli animali come risorsa alimentare, ma stavolta l’idea è arrivata dal Comune di Roma che, come ha dichiarato l‘assessora al commercio Monica Lucarelli:

Come istituzioni, è nostro compito rispondere con tempestività alle richieste di agricoltori e cittadini che da tempo chiedono soluzioni concrete. Per questo abbiamo avviato un progetto ambizioso insieme alla Regione Lazio, ASL RM 2 e al Commissario Straordinario per la PSA per trasformare il problema in una risorsa, creando una filiera di carne di selvaggina certificata e controllata, sicura dal punto di vista sanitario e capace di generare benefici economici e sociali.

Dunque, sotto lo stretto controllo delle istituzioni, parte la sperimentazione di consumare carne di cinghiale, rispettando tutti i parametri sanitari ed etici, un primo intervento contro il proliferare di questi animali che, non solo a Roma, hanno ormai invaso tante città in Italia, spesso arrivando anche nel centro, seminando il panico fra le persone.

Basterà per fermare l’assalto dei cinghiali ? Sicuramente le polemiche faranno fatica a placarsi.

Emergenza cinghiali in tutta Italia: foto e immagini