É possibile coltivare, di nuovo, intorno a Chernobyl

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Protagonista del peggior disastro atomico di sempre, Chernobyl è finalmente sul punto di riscattarsi: nelle aree circostanti, infatti, sarebbe possibile tornare a coltivare.

Chernobyl
Photo by Reznik89 – Pixabay

Dagli scienziati della National University of Life and Environmental Science Ucraina arriva una bella notizia: numerosi campi intorno all’ex centrale nucleare di Chernobyl, ancora oggi classificati come radioattivi, possono essere utilizzati per la coltivazione.

Una catastrofe che rimarrà nella storia

Era il 26 aprile 1986 quando, a causa della fusione del nocciolo e l’esplosione del reattore 4, si sprigionò a Chernobyl una nube colma di particelle radioattive, superiori di 500 volte a quelle prodotte dalle bombe di Hiroshima e Nagasaki. A causa dei venti, questa nube tossica si diffuse su intere regioni di Ucraina, Russia e Bielorussia e i terreni assorbirono isotopi radioattivi di cesio, iodio, stronzio e plutonio.

In seguito del disastro, la zona maggiormente contaminata, cioè quella intorno all’impianto nucleare, abitata da oltre 336mila persone, fu immediatamente evacuata e l’agricoltura fu sospesa.

A destare maggiori preoccupazioni per la salute era lo iodio-131, un radioisotopo dello iodio altamente tossico che va a danneggiare le cellule in cui penetra e a depositarsi nella tiroide, aumentando il rischio di cancro. La sua emivita, o tempo di dimezzamento, è però di soli 8 giorni, quindi attualmente non è più presente.

Il discorso cambia, invece, per altri radioisotopi come lo stronzio-90 e il cesio-137, la cui emivita è di 30 anni e, di conseguenza, sono ancora presenti nei terreni delle zone colpite, nonostante in quantità dimezzata.

Alcuni terreni si possono recuperare

I livelli di contaminazione nei terreni in un raggio di 30 chilometri dall’impianto nucleare sono, ancora oggi, piuttosto elevati in diversi punti; tuttavia, in circa 2600 ettari di campi nei pressi dei villaggi di Narodychi e Vyazivka i livelli di radioattività sono risultati ben al di sotto della soglia considerata pericolosa. Inoltre, le stime indicano la presenza di altri 130mila ettari di campi che potrebbero tornare a essere impiegati per le coltivazioni, ma è necessario compiere accertamenti più approfonditi.

La notizia è sicuramente positiva non solo perché la radioattività si è decisamente abbassata, ma anche perché il Paese ha una forte necessità di recuperare terreni agricoli strappati in passato dall’invasione russa.

Purtroppo, la scarsa radioattività non risolve questioni politiche in ballo da anni, così come spiegato recentemente in un articolo pubblicato su New Scientist: dichiarare che i terreni intorno a Chernobyl siano di nuovo coltivabili potrebbe implicare il loro “sequestro” ai possessori per compensazioni riservate dal governo ucraino ai proprietari dei suoli contaminati.

Questo, a sua volta, potrebbe comportare il rischio di proteste e malcontento tra gli ucraini, soprattutto in un momento storico molto difficile come quello attuale che li vede coinvolti in una terribile guerra con la Russia.

Chernobyl
Photo by FreeCreativeStuff – Pixabay

La speranza è che si possa trovare una soluzione che possa sfruttare al massimo questa buona notizia e, al contempo, accontentare tutte le parti cercando di dimenticare, anche se per poco, quanto accaduto in passato.

E dato che le contaminazioni sono presenti ovunque, scopri quali sono i 5 ortaggi più contaminati e ai quali fare attenzione.

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