Depurazione dell’acqua: si potrà fare anche senza sprechi di energia

Autore:
Elisa Cardelli
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Tempo di lettura: 4 minuti

Gli esperti della Drexel University hanno scoperto l’esistenza di un materiale fotocatalitico capace di depurare l’acqua sfruttando la luce. 

Acqua, Bicchieri
Photo by pasja1000 – Pixabay

Per depurare l’acqua in genere è necessario utilizzare energia elettrica oppure sostanze chimiche apposite, ma in realtà ora le cose sono cambiate. Una recente ricerca realizzata dal College of Engineering della Drexel University ha infatti portato alla luce una possibilità completamente differente e davvero rivoluzionaria. Pare infatti possibile riuscire a depurare l’acqua senza necessità di energia mantenendo i costi del processo davvero contenuti.

Acqua depurata senza bisogno di energia

Acqua, Bicchiere
Photo by ulleo – Pixabay

Il lavoro degli esperti della Drexel Univesity ha portato alla luce l’esistenza di un materiale fotocatalitico monodimensionale che contiene ossido di titanio strutturato in lepidocrocite che consente di ottenere qualcosa di mai pensato prima. Grazie a questo materiale è infatti possibile andare a depurare l’acqua in modo semplice e veloce dal momento che consente di eliminare i due coloranti che in genere inquinano le acque rendendole non potabili.

Andando a contrastare la rodamina 6G e il cristalvioletto, dunque, si riesce a rendere l’acqua potabile per gli esseri umani. Tutto questo avviene grazie alla luce che vediamo anche noi con i nostri occhi e non ha necessità di sostanze particolari e nemmeno di energia elettrica di qualunque tipo.

Una scoperta di grande rilevanza

Dopo solo trenta minuti, allora, si può vedere diminuire la quantità di questi due dannosi coloranti del 90% e del 64% all’interno dell’acqua. Questo risultato è davvero straordinario e ha permesso un vero cambio di prospettiva in merito alla questione dell’acqua potabile.

Facile quindi capire quanto la ricerca e i suoi risultati rappresentino qualcosa di importante. I coloranti inquinanti infatti sono presenti in tante acqua a causa delle fabbriche tessili e di quelle che producono inchiostro, carta e cosmetici, dunque al giorno d’oggi sono tante le fonti che non possono dare acqua potabile.

Andando a sfruttare questo processo del tutto nuovo, invece, si va ad eliminare la tossicità di queste acque e le si rende di nuovo sane.

In passato sono stati eseguiti numerosi esperimenti usando argille varie, carbone attivo oppure fondi di caffè allo scopo di togliere i coloranti dall’acqua. Tutti questi materiali hanno però permesso solo di separare il colorante dall’acqua inquinata e nulla di più. Ora invece si è trovato un materiale in grado di reagire in modo particolarmente efficace alla luce UV.

Come funziona il processo?

Il processo in questione inizia con l’aggiunta di un minuscolo filamento di ossido di titanio all’interno dell’acqua inquinata. Grazie a questa operazione prende il via l’adsorbimento, ovvero i coloranti dannosi e spesso cancerogeni vanno ad aderire alla superficie del materiale stesso venendo così separati dall’acqua.

Quando il tutto si mette esposto alla luce, allora parte la fotocatalsi. Trattandosi di un filamento di materiale che è sensibile alla luce, l’esposizione appunto alla luce va a rendere più rapida la degradazione all’interno dell’acqua e dell’anidride carbonica.

La depurazione dell’acqua può avvenire senza l’impiego di energia: foto e immagini

Appare quindi chiaro che ora la depurazione dell’acqua abbia una possibilità in più grazie alla ricerca realizzata dai ricercatori della Drexel University. Per saperne di più, vi suggeriamo di scorrere le foto raccolte di seguito nella galleria immagini.