Deposito rifiuti radioattivi: Trino fa dietrofront e gli ambientalisti esultano

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

A due mesi dall’autocandidatura della “discordia”, che ha generato numerose polemiche, la giunta comunale di Trino Vercellese ha deciso di fare dietrofront,  ritirando la propria disponibilità a ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

deposito rifiuti radioattivi Trino
Photo by distelAPPArath – Pixabay

Nello scorso mese di dicembre il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato la lista dei siti idonei per la realizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, inclusi nella  Carta Nazionale delle Aree Idonee (Cnai), realizzata da Sogin, la società incaricata del decommissioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, e Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.

Le tappe della vicenda

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Photo by distelAPPArath – Pixabay

Oltre ai Comuni indicati ufficialmente all’interno della Cnai, il Ministero aveva concesso la possibilità di autocandidarsi a ogni ente locale interessato a ospitare la struttura. Cogliendo la palla al balzo, il sindaco Domenico Pane, aveva quasi istantaneamente proposto l’autocandidatura del Comune di Trino, evidenziando come nell’area, tra l’ex centrale “Enrico Fermi” che funge da deposito temporaneo e l’impianto Eurex per il riprocessamento dell’uranio, localizzato a Saluggia, sia concentrato circa l’82% dei rifiuti radioattivi italiani.

Inoltre il primo cittadino aveva anche sottolineato che la costruzione del deposito avrebbe potuto costituire una fonte di occupazione per circa 4mila persone, e, una volta realizzato, avrebbe potuto impiegare a regime 700 addetti. In più, un’altra opportunità vantaggiosa sarebbe arrivata grazie al parco tecnologico previsto nel pacchetto.

La decisione del sindaco era stata accolta con enorme soddisfazione dal Governo, ma aveva anche provocato un’immediata alzata di scudi da parte delle associazioni ambientaliste, sia a livello locale che nazionale.

Dopo due mesi di discussioni animate, la giunta comunale di Trino ha deciso di tornare sui propri passi, ritirando l’autocandidatura e ribadendo “La ferma volontà del Comune di Trino di perseguire l’obiettivo di realizzare il deposito nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti”.

Deposito rifiuti radioattivi: Trino fa dietrofront e gli ambientalisti esultano

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Nello stesso tempo, la Giunta ha invitato la Regione Piemonte, le province di Vercelli e di Alessandria e tutti i Comuni che si sono opposti a “Farsi parte attiva immediatamente per l’allontanamento istantaneo di tutto il materiale catalogato come rifiuto radioattivo attualmente stoccato presso i siti di Trino e di Saluggia”.

Inoltre, la delibera chiede:

Al Governo e più nello specifico al Ministero dell’Ambiente, al Parlamento e più nello specifico ai tutti i Deputati piemontesi, alle Associazioni ambientaliste e a Sogin di farsi promotrici di azioni concrete e rapide verso i 51 siti individuati al fine di realizzare quanto prima il deposito unico nazionale.

Un dietrofront che ha suscitato l’entusiasmo delle associazioni ambientaliste, prima fra tutte Legambiente che aveva bollato l’affaire relativo al Deposito dei rifiuti radioattivi come “Il solito pasticcio all’italiana“.

Finalmente ha vinto il buon senso e il comune ha ascoltato e accolto la richiesta di Legambiente e delle tante associazioni, dei comitati di cittadini, a cominciare dal comitato TriNO, dei Vescovi locali e dei movimenti sindacali contrari a questa insensata candidatura. Lo scorso febbraio oltre 300 persone hanno partecipato alla manifestazione che abbiamo organizzato a Trino proprio per sottolineare che non è un sito né idoneo e né sicuro per ospitare il deposito nucleare. Ora si proceda speditamente per scegliere il migliore tra i 51 siti dislocati in 6 regioni della Penisola attenendosi rigorosamente al percorso messo in campo con la Carta nazionale delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie radioattive, coinvolgendo i territori attraverso un percorso scientifico, rigoroso e attento alla sicurezza dei cittadini. Il Deposito va fatto, questo sia chiaro, ma non sono più ammessi né ritardi né errori come la possibilità di autocandidature anche da parte dei Comuni non compresi nella Cnai

ha commentato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.

Accogliamo con piacere il ritiro dell’autocandidatura del Comune di Trino – ha affermato invece Alice de Marco, presidente di Legambiente per il Piemonte la Valle d’Aosta –  pur non apprezzando le motivazioni della stessa – ha affermato  Oggi si può tornare alla normalità del percorso scientifico per l’individuazione del sito più idoneo tracciato dalla CNAI. Percorso che Legambiente tutta, a partire dal nazionale, per arrivare ai comitati regionali e ad ogni circolo locale ha sempre condiviso e sostenuto. In particolare, i Circoli dei territori coinvolti (Circolo Verdeblu di Casale Monferrato, Circolo Legambiente del Vercellese e della Valsesia ed il Circolo Legambiente dell’Ovadese) si sono sempre fatti portavoce della richiesta da parte della Associazione di una rigorosa applicazione di tale percorso.  Individuare il sito più idoneo per realizzare il deposito, anche se questo fosse in Piemonte, vorrebbe dire conferire al meglio rifiuti che ancora vengono prodotti dal comparto medico-sanitario e chiudere definitivamente la triste storia del nucleare italiano, mettendo in massima sicurezza le scorie che per ora sono provvisoriamente depositate nel vercellese e nell’alessandrino, in luoghi non idonei.

Deposito rifiuti radioattivi, Trino fa dietrofront: foto e immagini