Allarme deforestazione: il WWF lancia l’appello per invertire la rotta
Ogni anno la deforestazione diventa sempre più incontrollabile e pericolosa e il WWF, attraverso un Rapporto, ha tracciato le linee guida per invertire al più presto la rotta.

Se la Terra non respira più dipende dal fatto che il suo polmone verde sta pian piano scomparendo. La deforestazione rappresenta infatti uno dei punti di maggiore criticità per la salute del Pianeta. Il WWF ha lanciato l’ennesimo appello: intervenire prima che sia davvero troppo tardi.
Deforestazione: i dati sono allarmanti

L’impegno di bloccare la deforestazione entro il 2030, firmato e sottoscritto da 140 paesi durante la Cop di Glasgow del 2104, sembra essere diventato più che mai una chimera. Stando alle stime della piattaforma satellitare Global forest watch del World resource institute, soltanto nel 2022 sono stati distrutti 4,1 milioni di ettari di foresta vergine tropicale, con un aumento del 10% rispetto al 2021. Le aree più colpite sono state il Brasile, il Congo e la Bolivia. Una distruzione che nel corso degli anni purtroppo è diventata consuetudine, come sottolineato anche dal WWF attraverso l’ultimo rapporto Forest Pathways.
Nel report dell’organizzazione internazionale è stato evidenziato inoltre come il pericoloso mix composto da livelli intensi di deforestazione, riscaldamento globale e cambiamento climatico, sta innescando un terribile meccanismo per cui le foreste tropicali stanno cominciando a emettere anidride carbonica invece di assorbirla.
Ogni anno nel mondo spariscono in media 10 milioni di ettari di foreste. Soltanto in Africa si sono persi in dieci anni 3,9 milioni di ettari. E ogni dodici mesi, un’area grande quasi quanto la metà dell’Unione Europea (4,18 milioni di chilometri quadrati) diventa meno produttiva e resiliente. Continuando di questo passo sarà davvero impossibile ripristinare le foreste entro il 2030. Questo avrà un impatto pericoloso per l’intero Pianeta e per i suoi abitanti. Bisogna quindi invertire il trend il prima possibile.
Deforestazione: l’appello del WWF

Secondo Kerry Cesareo, vicepresidente senior per le foreste del WWF, non c’è più tempo da perdere. La situazione è urgente e le istituzioni mondiali devono intervenire al più presto. In questa direzione una guida concreta per tutti i protagonisti coinvolti arriva sempre attraverso il Forest Pathways.
La prima necessità è quella di rivedere i finanziamenti. Il Rapporto mette infatti in luce un dato eclatante: i finanziamenti pubblici che sostengono progetti dannosi per l’ambiente sono circa 100 volte maggiori di quelli riservati alla protezione delle foreste. A quest’ultime vengono destinati appena 2,2 miliardi di dollari di fondi pubblici a livello globale. Serve quindi incrementare le risorse economiche e supportare le comunità indigene che gestiscono le foreste in modo sostenibile. Inoltre bisogna mettere la parola fine agli investimenti e ai sussidi dannosi per l’ambiente.
Governi, istituzioni finanziarie e imprese private devono agire in maniera tempestiva per proteggere le foreste che rappresentano un punto cardine per la conservazione della biodiversità e anche un fondamentale strumento di lotta contro la crisi climatica.
All’interno del report sono stati sottolineati anche i progressi realizzati da programmi come l’ARPA (Amazzonia Region Protected Areas) in Brasile e il programma Forests Forward del WWF, che hanno compiuto notevoli passi in avanti nel combattere la deforestazione.
Il messaggio è chiaro e il WWF, dal canto suo, garantisce sempre pieno appoggio a chiunque abbia intenzione di impegnarsi in maniera concreta per risolvere la situazione.