Danno ambientale: attenzione a cosa getti nel lavandino
Ogni giorno finiscono nei lavandini della propria abitazione diverse sostanze ed oggetti che possono essere seriamente dannose per l’ambiente: un’azione sbagliata contribuisce all’inquinamento.

Il tema del rispetto dell’ambiente diventa di anno in anno sempre più sentito ed è argomento ampiamente trattato in ogni settore. Nella vita quotidiana tuttavia, sono ancora molte le occasioni in cui capita di dimenticarsi il ruolo fondamentale che ognuno ha nel contrastare l’inquinamento e le sue disastrose conseguenze per il pianeta.
Anche una banale azione dettata da disattenzione o noncuranza, se svolta da tutti ogni giorno, può provocare degli effetti molto negativi. É sufficiente pensare a quante volte vengono utilizzati lavabi e lavandini in casa, che si tratti del bagno o della cucina. Molto spesso però, ci si dimentica che questi sono dei veri e propri scarichi, destinati a finire, dopo un percorso specifico, direttamente nell’ecosistema.
Quale processo subisce l’acqua che cade nel lavandino

Si apre il rubinetto per lavare alimenti, il proprio corpo, o per eliminare residui e sporco. Ma sarebbe bene riflettere sul processo che si avvia una volta che l’acqua supera lo scarico. In particolare, è fondamentale considerare che questa, insieme a tutto ciò che finisce nelle tubature volutamente o per errore, avvia il suo percorso nelle reti fognarie, dove attualmente viene comunemente divisa in bianca, nera o grigia.
Nel caso delle acque bianche, composte prevalentemente da pioggia, la destinazioni finali saranno fiumi o altri corsi d’acqua. Quelle grigie o nere invece, verranno sottoposte a complessi trattamenti di depurazione grazie ai quali vengono “preparate” per tornare nella natura. La responsabilità dell’uomo a questo punto, risulta grandissima. Gettare nelle tubature sostanze o oggetti sbagliati può impedire il giusto processo di pulizia dell’acqua, finendo per danneggiare gravemente l’ambiente.
Cosa non gettare negli scarichi del lavandino

Assumere una maggiore consapevolezza della difficile situazione ambientale significa anche imporsi di seguire delle semplici e buone norme per ridurre l’impatto delle azioni che giornalmente si compiono. Innanzitutto quindi, prima di buttare qualcosa che non sia acqua nel proprio lavabo o lavandino, bisognerà valutare se questo finirà per provocare difficoltà durante la fase di depurazione.
Può sembrare scontato, ma è bene ricordare che i detersivi o altri prodotti di origine chimica in generale, non dovrebbero mai essere versati nello scarico. Questo non fa altro che ritorcersi contro il benessere della fauna acquatica ma anche dell’uomo stesso.
Nello stesso ambito si inseriscono anche i medicinali liquidi, in polvere o in pillole. Allo stesso tempo anche gli olii e altre sostanze organiche (e non) che siano troppo unte non devono essere gettate nel lavandino. Queste finirebbero per creare accumuli che difficilmente saranno poi smaltiti. Non da meno sono piccoli oggetti di carta o plastica, come stampe, etichette o adesivi. Devono essere sempre rimossi in anticipo e smaltiti nella spazzatura prima di finire sotto l’acqua corrente.
Sebbene ad un’analisi superficiale possano apparire come semplici elementi organici, anche i residui di cibo sono altamente dannosi per il percorso di depurazione dell’acqua. Mai lasciarsi prendere dalla pigrizia e far scorrere nel lavandino ingredienti come farina, uovo o caffè, pasta, riso, semi e pezzetti di frutta.
Oltre che intasare i tubi, rischiano infatti di aumentare le loro dimensioni a contatto con l’acqua e di non essere smaltiti anche per molto tempo. E se qualche distrazione è sempre dietro l’angolo, la soluzione più semplice è questa: attrezzarsi di appositi filtri per lo scarico da pulire regolarmente.