Dai rifiuti al carburante: la scoperta che può rivoluzionare il biodiesel

Autore:
Erika Fameli
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Un team di ricercatori ha usato rifiuti costieri al posto del gasolio in Louisiana: ecco come hanno fatto a trasformare gusci d’ostrica e alghe in carburante sostenibile. Potrebbe essere una svolta incredibile e garantire biodiesel a basso costo accessibile a tutti: ecco come funziona.

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Conchiglie
Photo by Pexels – Pixabay

Il momento storico attuale è probabilmente uno dei più complessi che l’uomo abbia mai affrontato, con i conflitti internazionali da un lato e la crisi climatica dall’altro. Proprio in un momento così, però, è importante cercare sempre nuove soluzioni a problemi che, a causa di tali problematiche, potrebbero rendere la vita umana parecchio difficile in futuro. Per questo, si accoglie con estremo favore la notizia che si può ricavare un carburante sostenibile dai rifiuti costieri.

La scoperta, fatta da un team di ricercatori della Louisiana, sfrutta gusci d’ostrica e alghe per produrre biodiesel a basso costo: si tratta di un’innovazione incredibile, che potrebbe risolvere il problema della dipendenza energetica e anche far molto bene all’ambiente. Ecco come funziona.

Rifiuti costieri al posto della benzina

Alghe
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La ricerca di un carburante green che prenda il posto del gasolio è forsennata, sia a causa dei conflitti internazionali che mettono a rischio le scorte di carburante, sia per rispondere alla crisi climatica e impattare meno sull’ambiente. In questo senso, il biodiesel è da tempo considerato un’alternativa molto valida, poichè si ottiene da fonti rinnovabili e produce emissioni minori rispetto al gasolio. Purtroppo però, la sua diffusione è piuttosto limitata, principalmente a causa di due fattori:

  • il grande consumo di suolo agricolo necessario per coltivare piante come soia e colza, da cui estrarre l’olio;
  • i costi molto elevati dei catalizzatori chimici necessari per la produzione.

Un team di ricercatori della Louisiana, però, ha presentato un’idea totalmente innovativa che potrebbe risolvere moltissimi problemi, e che propone di utilizzare rifiuti costieri al posto del gasolio. Gli studiosi della Nicholls State University, partendo dai terreni paludosi della Louisiana, hanno scoperto che si può ricavare un carburante sostenibile e a basso costo utilizzando gusci d’ostrica e alghe, che in quella zona sono estremamente abbondanti.

Scarti che diventano energia

Conchiglie
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L’idea di partire dai rifiuti biologici che si accumulano sulle spiagge per creare un nuovo tipo di carburante che sia non solo sostenibile, ma anche a basso costo, è semplicemente geniale. I ricercatori hanno sviluppato un metodo che prevede l’estrazione dell’olio dalle alghe e la sua conversione in biodiesel, utilizzando come catalizzatore di reazione i gusci d’ostrica riscaldati ad altissime temperature. Grazie al calore, questi diventano infatti ossido di calcio, un catalizzatore estremamente efficiente, anch’esso frutto di uno scarto.

In questo modo si evita di sottrarre suolo all’agricoltura e si riducono i costi di produzione del biodiesel di circa il 70.85% rispetto al metodo classico, che sfrutta catalizzatori commerciali. Ultimo ma non ultimo, la risoluzione del problema ambientale rappresentato dall’infestazione dei rifiuti costieri nei canali di scolo e nelle discariche, che così facendo si elimina del tutto. Questa scoperta è potenzialmente applicabile in tutto il mondo, poichè alghe e conchiglie sono rifiuti costieri comunissimi, il che favorirebbe una diffusione su larga scala di questo nuovo green fuel. Le alghe, rappresentano inoltre un problema per molti paesi, ma potrebbero ora diventare alleati nella lotta contro il cambiamento climatico. Il biocarburante deve ancora essere testato secondo gli standard internazionali di sicurezza e infiammabilità, ma le sue potenzialità sono enormi, poichè risolverebbe moltissimi problemi e farebbe un gran bene all’ambiente.

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