Crollano i pozzi di carbonio: l’Europa lancia l’allarme

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha dato la notizia che i pozzi di carbonio sono in calo, mettendo in guardia dalle terribili conseguenze che questo comporta a livello ambientale. Cosa sono di preciso, però, i pozzi di carbonio, e perchè sono così importanti sia per l’ambiente che per l’uomo? 

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Photo by 25594785 – Pixabay

Tra il 2020 e il 2022 i pozzi di carbonio delle foreste sono diminuiti del 27% rispetto al periodo 2010-2014. A darne l’annuncio, e ad anticipare i dati ancora in corso del 2025 è l’Agenzia Europea per l’Ambiente, che delinea un quadro tutt’altro che rassicurante, annunciando che le cose stanno peggiorando ulteriormente. La diminuzione dei pozzi di carbonio è strettamente connessa alla presenza delle foreste e alla loro riduzione per mano umana.

Cosa sono però, precisamente, questi pozzi di carbonio, e a cosa servono nello specifico? Si tratta di depositi di carbonio naturale o artificiale in grado di assorbire l’anidride carbonica. In buona sostanza, quindi, i pozzi di carbonio diminuiscono l’anidride carbonica presente nell’atmosfera, contribuendo a diminuire il riscaldamento del Pianeta causato dall’effetto serra. Di conseguenza, la loro diminuzione è una notizia terribile per le sorti della Terra, e anche dell’uomo.

Pozzi di carbonio in calo

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Come anticipato, i pozzi di carbonio svolgono un ruolo di fondamentale importanza nella lotta al surriscaldamento globale, ma purtroppo stanno diminuendo. In particolare, secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, nel periodo 2020-2022 è stata registrata una presenza di pozzi di carbonio delle foreste inferiore del 27% rispetto al periodo 2010-2014. Il nodo della questione sta proprio nella correlazione con le foreste, poichè esse stesse fungono da pozzi di carbonio e, coprendo il 40% del territorio dell’Unione Europea, tra il 1990 e il 2022 hanno assorbito circa il 10% delle emissioni di CO2 derivanti dall’attività umana.

Un team di ricerca composto da studiosi di tutta Europa, Italia inclusa, ha pubblicato su Nature uno studio che descrive nel dettaglio il fenomeno e individua le cause della diminuzione drastica dei pozzi di carbonio in UE, proponendo infine anche diverse soluzioni per arginare il problema. Secondo i dati raccolti dallo studio Securing the forest carbon sink for the European Union’s climate ambition, le cause principali che stanno determinando la diminuzione dei pozzi di carbonio sono:

  • un aumento nel taglio degli alberi,
  • le ondate di calore e siccità più frequenti provocate dal cambiamento climatico, le quali rallentano la crescita degli alberi,
  • l’aumento degli attacchi da parte degli insetti e gli incendi, che provocano una maggiore mortalità degli alberi, anch’essi provocati dal cambiamento climatico.

Una minaccia per gli obiettivi UE

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Questo calo drastico dei pozzi di carbonio mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi UE sul clima ed è importante agire in maniera tempestiva per riuscire a ripristinare le foreste europee. Gli studiosi del gruppo europeo hanno delineato una serie di azioni necessarie per riuscire a porre un freno al fenomeno. Innanzitutto, serve ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma non solo. Si dimostra quanto mai necessario modificare i regimi di taglio degli alberi e studiare una gestione delle foreste in grado di rendere gli alberi più resistenti ai cambiamenti climatici.

Grande importanza danno gli studiosi anche alla necessità di monitorare meglio sia le foreste che i pozzi di carbonio. Infine, anche la ricerca stessa si mette in discussione ed evidenzia alcune aree lacunose su cui si dovrebbe intervenire, come ad esempio l’osservazione della Terra, lo sviluppo di una strategia di forest resilience rispettosa delle biodiversità e una più efficace anticipazione degli esiti delle azioni dell’uomo sull’ambiente.

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