La crisi climatica contribuirà ad aumentare il livello di povertà delle famiglie
Il livello di povertà nell’Unione Europea è destinato ad aumentare a causa della crisi climatica. L’allarme arriva direttamente da uno studio realizzato dal Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc).

La crisi climatica è in grado di incidere in maniera pesante sul bilancio economico delle famiglie europee. E’ quanto si evince da un nuovo studio pubblicato dal Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) per il Comitato economico sociale dell’Ue (Eesc), secondo il quale il livello di povertà è destinato sensibilmente a crescere in futuro.
La crisi climatica aumenterà il livello di povertà delle famiglie europee

In sostanza la ricerca svela che le spese sanitarie, alimentari ed energetiche delle famiglie aumenteranno notevolmente, mentre il loro reddito si ridurrà entro il 2050 a causa del cambiamento climatico.
Questo significa che le famiglie più povere sul territorio europeo subiranno un impatto maggiore rispetto alle famiglie più ricche, con la crisi climatica che fungerà da acceleratore delle disuguaglianze socioeconomiche. Il preoccupante scenario riguarderà soprattutto le aree localizzate a sud del continente. Ad aumentare in maniera elevata saranno principalmente le spese sanitarie, in particolare a Cipro e in Grecia, seguiti da Spagna, Croazia, Italia e Portogallo.
Nel dettaglio, si prevede che entro il 2050 la spesa sanitaria crescerà dello 0,3% in caso di riscaldamento moderato e addirittura del 6,2% in caso di riscaldamento grave. La crescita della spesa alimentare è invece stimata in un range compreso in media tra lo 0,74 e lo 0,81%. Analizzando ulteriormente i dati forniti dallo studio, si scopre un quadro d’insieme in cui la spesa delle famiglie si contrarrà dell’1,2-1,5% rispetto a uno scenario privo degli effetti del climate change.
Per realizzare la ricerca sono stati utilizzati i dati statistici elaborati da Eurostat e quelli climatici provenienti soprattutto da ERA5, dataset del Copernicus Climate Change Service.
Agire in maniera rapida attraverso varie strategie

Al fine di raggiungere il proprio risultato gli autori hanno intrecciato le analisi statistiche con le proiezioni da CIMP6 e dagli Shared Socioeconomic Pathways (SSPs), in maniera tale da essere in grado di quantificare i costi degli impatti dei cambiamenti climatici e delle strategie di adattamento per le famiglie europee nel 2050.
Lo studio è infatti unico nel suo genere e fornisce per la prima volta una valutazione congiunta dei numerosi canali attraverso i quali i costi degli impatti dei cambiamenti climatici, delle politiche di adattamento e di mitigazione influenzano le famiglie all’interno dell’Unione Europea.
I decisori politici dovrebbero dare priorità alle aree caratterizzate al tempo stesso da impatti negativi sulle famiglie e da regressività, ovvero dal fatto che le famiglie più povere subiscono costi più elevati rispetto a quelle più ricche. È il caso del Sud dell’Unione europea, che vedrà contemporaneamente un aumento della spesa familiare per salute, elettricità e cibo e una riduzione del reddito a causa dei cambiamenti climatici. Questi impatti saranno regressivi, cioè peseranno di più sulle famiglie più povere rispetto a quelle ricche.
ha spiegato la ricercatrice del Cmcc Lorenza Campagnolo, autrice principale dello studio.
La nota positiva è rappresentata dal fatto che le politiche di mitigazione sembrano avere un effetto vantaggioso almeno sul reddito lavorativo. Per riuscire però ad arginare questo preoccupante scenario bisognerà agire in maniera rapida e decisa, non solo investendo ancora di più nella transizione ecologica: conoscere, ad esempio, le caratteristiche e la localizzazione delle famiglie più a rischio potrebbe rivelarsi essenziale per ridurre questo divario indotto dal clima.