Crisi climatica: gli orsi polari a rischio estinzione
Il cambiamento climatico sta comportando non pochi danni alla vita sulla Terra e a essere particolarmente colpiti sono gli orsi polari della baia di Hudson, in Canada, che potrebbero presto estinguersi.

Secondo uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment, gli orsi polari che vivono nella baia di Hudson, in Canada, potrebbero scomparire nei prossimi decenni per via del cambiamento climatico. Il riscaldamento globale, infatti, sta avendo un impatto significativo sui cicli stagionali del ghiaccio marino del posto: più le temperature aumentano e più si prolungano i periodi senza ghiaccio.
La situazione attuale
La baia di Hudson si è sempre caratterizzata da cicli stagionali di congelamento e scongelamento: durante l’inverno, infatti, la baia si ricopre di ghiaccio marino, creando l’habitat ideale per la caccia degli orsi polari, ma il progressivo riscaldamento globale sta prolungando i periodi in cui il ghiaccio non c’è riducendo, così, la durata della stagione della caccia degli animali.
Ciò significa che gli orsi polari rimangono a digiuno oltre il limite di sopportazione, il che influisce ovviamente sulla loro capacità di sopravvivere e di riprodursi.
Negli ultimi 30 anni, la baia di Hudson si è riscaldata di oltre 1 grado Celsius, allungando il periodo di scongelamento da 120 giorni a 150. Quest’arco di tempo ha conseguenze dirette e significative sulla vita degli orsi polari, provati e stressati da questa condizione: non trovano abbastanza cibo, mangiano poco, si ammalano e non riescono a riprodursi.
Le previsioni sul futuro degli orsi
Gli effetti del surriscaldamento globale si riversano anche sull’ecologia e sul comportamento degli orsi polari. Lo studio ha rilevato che, nel prossimo futuro, il periodo senza ghiaccio potrebbe protrarsi oltre i 183 giorni, cioè il limite massimo di digiuno tollerato dagli orsi polari.
Si tratta di uno scenario molto preoccupante, perché gli orsi polari non avrebbero il tempo per cacciare adeguatamente e accumulare le riserve di grasso necessarie per affrontare il lungo periodo di digiuno estivo. Inoltre, la scarsità di cibo potrebbe condizionare la corporatura e lo stato di salute degli orsi, rendendoli più fragili di fronte alle sfide ambientali e maggiormente esposti a stress e malattie.
Non solo, perché la mancanza di cibo e, quindi, di forze potrebbe compromettere anche il processo riproduttivo degli orsi polari e, di conseguenza, la prosecuzione della specie. Lo scioglimento del ghiaccio con largo anticipo potrebbe ridurre anche il periodo di allattamento dei cuccioli nati tra novembre e gennaio, mettendoli a serio rischio di sopravvivenza.
D’altro canto, gli stessi orsi polari femmine, che mettono al mondo i loro cuccioli all’interno di tane di neve, hanno bisogno di ghiaccio stabile per cacciare, nutrirsi e far crescere i piccoli attraverso l’allattamento; se il ghiaccio si scioglie prima del previsto è, quindi, altamente probabile che le mamme-orse non riescano a sfamare i loro cuccioli, aumentando così il tasso di mortalità tra i giovani orsi.

Infine, con la riduzione del periodo di caccia, gli orsi polari femmine entrerebbero nel periodo di digiuno con riserve di grasso non sufficienti per portare a termine la gravidanza con successo, mettere al mondo cuccioli sani e allattarli adeguatamente.
É necessario, se non urgente, intervenire tempestivamente per la salvaguardia degli orsi polari, contrastare efficacemente il riscaldamento globale e far sì che questa specie possa rimanere sulla Terra ancora a lungo.