Record riscaldamento globale: 11 mesi di temperature alte
Da tempo si assiste a un record del riscaldamento globale, ma 11 mesi consecutivi di temperature elevate sono un dato allarmante. Anche nell’aprile 2024 si sono infatti registrati picchi al di sopra della media stagionale.

Sebbene siano anni che si parla di riscaldamento globale e della necessità di intervenire affinché questo si possa stabilizzare, sono ancora molti gli aspetti che sfuggono al controllo dell’uomo. Negli ultimi tempi stiamo assistendo a temperature sempre più elevate e non si tratta solo di una percezione.
Già lo scorso anno ha visto un aumento significativo della temperatura media del pianeta, con il mese di aprile 2023 che aveva segnato un nuovo record globale. La situazione sembra essersi replicata, con un ulteriore aumento.
Il risultato di questi dati è visibile anche dai cambiamenti degli oceani e dalle variazioni che molte zone del mondo sono costrette ad accettare.
Record riscaldamento globale: con aprile sono 11 mesi consecutivi di caldo

Secondo Copernicus, il servizio europeo di monitoraggio satellitare, durante il mese di aprile di questo anno si è registrata un’anomalia termica di +1,58 gradi rispetto al periodo pre-industriale. Non si assisteva a un evento simile dall’aprile del 2016. Inoltre, non si tratta di un caso isolato, ma di un trend di riscaldamento globale che è stato costante per 11 mesi consecutivi, con la temperatura media del pianeta che continua a salire a livelli record mese dopo mese.
Ciò comporta una particolare preoccupazione anche per gli oceani, e di conseguenza per l’ecosistema che li abitano. In questi casi infatti si assiste a un impatto significativo sul riscaldamento globale, poiché assorbono circa il 90% del calore in eccesso dovuto all’aumento delle temperature. La conseguenza è appunto danni quasi irreparabili, con l’estinzione di specie di flora e fauna. Anche se il fenomeno di El Niño ha contribuito a questo riscaldamento, è la prima volta che la temperatura media globale supera la soglia critica.
Inoltre, se nel caso dell’atmosfera la temperatura è stata elevata per 11 mesi, il dato aumenta quando si parla delle acque, dove da 13 mesi la temperatura continua a rimanere a livelli senza precedenti. Questo calore intrappolato continuerà a influenzare il clima per un periodo prolungato, anche in seguito a un eventuale abbassamento delle temperature.
Nuove variazioni regionali

I dati attuali influenzano anche Europa e Italia, dove il riscaldamento globale ha avuto un impatto significativo. Il mese di aprile 2024 è stato più caldo della media degli ultimi 30 anni sia in Europa, con un aumento generale di 1,49°C, che in Italia dove si è registrato un incremento di 1,5°C. Quella di avere un mese definibile “normale” è stata quindi solo una percezione, come mostrano i dati del trend di riscaldamento, che continua a salire in entrambe le regioni.
Più problematico il caso delle regioni orientali dell’Europa che hanno sperimentato temperature superiori alla media. Reagiscono meglio la Scandinavia e l’Islanda che hanno registrato temperature inferiori alla media. Tuttavia, queste variazioni regionali non cambiano il quadro generale del riscaldamento globale in atto.
Dagli esperti arriva quindi l’allarme che, nonostante le variazioni naturali come El Niño possano influenzare temporaneamente le temperature, l’aumento delle concentrazioni di gas serra continuerà a spingere la temperatura globale verso nuovi record. Da qui l’urgente necessità di azioni per affrontare il cambiamento climatico.
Record riscaldamento globale: immagini e foto
La tendenza in aumento delle temperature globali comporta rischi sotto diversi aspetti. Gli oceani sono i più colpiti, ma anche molte regioni dell’Europa registrano anomali termiche costanti da mesi.