La produzione di cacao in crisi a causa del cambiamento climatico

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Anche la produzione di cacao non viene risparmiata dagli effetti devastanti del cambiamento climatico. E nel frattempo i prezzi del cioccolato salgono alle stelle. 

cacao cambiamento climatico
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L’elenco di prodotti in crisi a causa del cambiamento climatico si arricchisce di un’altra vittima illustre: il cioccolato. L’allarme arriva direttamente dall’Organizzazione mondiale del cacao, che ha stimato un significativo calo di produzione nell’annata 2023-2024.

La produzione di cacao in crisi a causa del cambiamento climatico

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Secondo l’Organizzazione i fattori che andranno a incidere in maniera negativa sulla produzione di cacao saranno principalmente due: condizioni metereologiche avverse e malattie.  Il cacao rappresenta una forma di sostentamento fondamentale per tanti Paesi collocati tra Africa, Asia, America centrale e meridionale.

Infatti, i maggiori produttori al mondo sono:

  • Costa d’Avorio;
  • Ghana;
  • Ecuador;
  • Camerun;
  • Nigeria;
  • Brasile;
  • Indonesia;
  • Papua Nuova Guinea. 

In particolare i primi due, Costa d’Avorio e Ghana, riescono a produrre da soli il 60% di cacao a livello globale. Il calo previsto equivale all’11% rispetto all’anno precedente, con la produzione che dovrebbe fermarsi  a 4.449 milioni di tonnellate.

I raccolti necessitano di un equilibrio tra sole e pioggia. Sono minacciati da lunghi periodi di siccità cui seguono piogge torrenziali che creano inondazioni e facilitano la diffusione di virus come il Cocoa swollen shoot virus disease (Cssvd), una malattia trasmessa da una specie di cocciniglia che porta alla morte delle piante e che, solo nel Ghana, ha già colpito il 17% di tutte le aree coltivate devastando oltre 500mila ettari di coltivazioni di cacao, diffondendosi anche in Costa d’Avorio

ha spiegato Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima).

Un calo significativo della produzione si traduce, inevitabilmente, in un sensibile aumento dei prezzi. Uno scenario perfettamente illustrato nei giorni scorsi da un’indagine condotta in Italia dal Codacons.

Una Pasqua molto costosa

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L’associazione che tutela i diritti dei consumatori ha infatti registrato un forte incremento dei prezzi delle uova di cioccolato pasquali, con rincari evidenti rispetto a quelli già avvenuti durante il 2023. Nello specifico, prendendo in esame i listini delle principali catene della grande distribuzione, il Codacons ha rilevato che tutti i produttori di uova di Pasqua hanno aumentato i prezzi al dettaglio. Mettendo a confronto i brand più famosi, che solitamente occupano gli scaffali dei supermercati italiani, i rincari medi sono del 24% e, in alcuni casi, raggiungono e superano addirittura  il 40%.

La crisi del cacao gioca, ovviamente, un ruolo di primo piano in questo contesto. Allo stato attuale, infatti, una tonnellata di cacao costa ben 6.000 dollari, una quotazione che supera il record stabilito nel 1977. A tutto ciò vanno poi aggiunti gli aumenti di zucchero e burro di cacao, che, nel corso degli ultimi dodici mesi, hanno subito rispettivamente una maggiorazione pari al 72% e al 52%.

Alla base dell’impennata dei prezzi di alcune materie prime vi sono i cambiamenti climatici che stanno interessando il nostro pianeta. Periodi di siccità prolungata, incremento delle temperature medie associate a improvvise e intense precipitazioni, alterano profondamente l’ambiente e il territorio, decimando le produzioni agricole con effetti a cascata sull’offerta di alcune materie e, di conseguenza, sui prezzi al dettaglio

ha affermato ancora Miani.

Purtroppo la crisi del cacao non rappresenta un caso isolato. In Italia, ad esempio, due eccellenze come il riso e l’olio extravergine di oliva, hanno già dovuto fare i conti con i danni provocati dal cambiamento climatico. E il futuro non lascia presagire nulla di buono.

Produzione di cacao in crisi: foto e immagini