Copernicus: il ghiaccio ai poli sta scomparendo

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

I ghiacciai continuano a sciogliersi, i livelli del mare a innalzarsi e la copertura di ghiaccio a ridursi, causando impatti molto importanti su condizioni meteorologiche, persone e interi ecosistemi.

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La copertura giornaliera globale del ghiaccio marino, che comprende le estensioni in entrambe le regioni polari, ha raggiunto un nuovo minimo mensile: a febbraio 2024, infatti, è rimasto al di sotto del livello registrato nel febbraio 2023. A dichiararlo è Copernicus tramite il suo bollettino mensile.

Sempre meno ghiaccio

A febbraio 2024, la superficie del ghiaccio marino ha registrato un livello inferiore alla media dell’8%. Per ben tre mesi consecutivi ha stabilito un record per il mese in corso e, nonostante non si possa parlare di minimo storico, è comunque un dato molto importante (oltre che preoccupante).

A segnalarlo è il bollettino mensile di Copernicus, insieme al fatto che le temperature hanno raggiunto picchi di 11°C sopra la media vicino al Polo Nord; è questa la causa del caldo record a febbraio che, a sua volta, ha contribuito a spingere la copertura di ghiaccio marino tra artico e antartico a un’estensione minima record di 16,04 milioni di chilometri quadrati.

Esplicative le parole di Samantha Burgess del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, che gestisce il monitoraggio climatico Copernicus:

Febbraio 2025 continua la serie di temperature record o quasi record osservate negli ultimi due anni. Una delle conseguenze di un mondo più caldo è lo scioglimento del ghiaccio marino, e la copertura di ghiaccio marino record o quasi record a entrambi i poli ha spinto la copertura di ghiaccio marino globale a un minimo storico.

Conseguenze drammatiche

Il fatto che la copertura di ghiaccio si stia riducendo sempre più comporta, ovviamente, conseguenze significative sulle condizioni meteorologiche, sulle persone e su interi ecosistemi non solo nelle regioni coinvolte, ma in tutto il mondo.

Questo perché, quando la neve e il ghiaccio, dalla straordinaria capacità riflettente, lasciano il posto all’oceano blu scuro, la quantità di energia solare rimbalzata nello spazio viene assorbita dall’acqua, accelerando il ritmo del riscaldamento globale.

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Di conseguenza, le recenti dichiarazioni di Copernicus sono motivo di forte preoccupazione, perché riflettono gli importanti cambiamenti a carico sia dell’Artico, che dell’Antartico. Le temperature estreme, infatti, potrebbero portare a una quasi totale mancanza di rigenerazione del ghiaccio nell’Antartico durante l’inverno, con ripercussioni drammatiche sull’intero Pianeta.

Un problema globale

Lo scioglimento dei ghiacciai e la presenza sempre minore di ghiaccio ai poli sono problemi che coinvolgono ogni parte del mondo. Più il ghiaccio si riduce, più i livelli del mare si innalzano, più il ritmo di riscaldamento delle acque oceaniche aumenta, più si alza la probabilità che molte città costiere vengano sommerse o spazzate via.

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Le previsioni a lungo termine non sono promettenti, anzi, preannunciano scenari a dir poco apocalittici. Per questo, è tempo che i Governi di tutti i Paesi del mondo si adoperino per ridurre le emissioni di gas serra, in modo da limitare lo scioglimento dei ghiacciai e prevenire danni irreversibili.

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