Controlli dell’Agenzia delle Entrate: metà degli immobili è fuori regola

Autore:
Erika Fameli
  • SEO Copywriter
Tempo di lettura: 5 minuti

Dal Documento di Economia e Finanza arrivano i primi risultati dei controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle rendite catastali degli immobili italiani a seguito delle riqualificazioni con bonus edilizi, e le cose non vanno affatto bene: 1 immobile su 2 è irregolare e deve adeguare la rendita catastale.

Guarda il video


Condominio
Photo by StockSnap – Pixabay

Dallo scorso anno l’Agenzia delle Entrate ha annunciato controlli a tappeto su tutti gli immobili che hanno usufruito di Superbonus e altri bonus edilizi e che, di conseguenza, hanno aumentato il loro valore. Ebbene, dopo l’invio delle prime lettere di avviso dell’accertamento, e la conclusione delle prime 3.500 verifiche, i risultati non sono affatto positivi.

In base al Documento di Finanza pubblica approvato lo scorso 22 aprile, infatti, almeno una casa su due non è in regola con l’adeguamento del classamento. L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è ora il 2028, anno entro cui si intende aggiornare tutti i valori catastali degli edifici che hanno beneficiato di interventi di efficienza energetica o di miglioramento strutturale finanziati dai fondi pubblici, ma la strada è ancora molto lunga.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate

Condominio
Photo by StockSnap – Pixabay

Quando si effettuano interventi edilizi agevolati che migliorano l’efficienza energetica o la struttura di un immobile, il valore dello stesso aumenta. Per questo, chi ha usufruito di Superbonus e altri bonus edilizi per lavori al proprio immobile, deve necessariamente adeguare la rendita catastale dello stesso. Questo però, avviene di rado, e l’Agenzia delle Entrate lo sa bene. Lo scorso anno, non a caso, l’AdE ha annunciato l’inizio di un periodo di controlli a tappeto su tutti gli immobili che hanno beneficiato dei fondi pubblici, ma per cui non risulta ancora nessuna variazione catastale.

La campagna di comunicazione ha incrociato i dati delle dichiarazioni per l’opzione sui bonus con quelli del Catasto Fabbricati e ha fatto arrivare ai proprietari una lettera che chiedeva loro di verificare la corretta attribuzione della rendita e, successivamente e qualora necessario, di presentare un nuovo atto di aggiornamento catastale che indicasse le variazioni di redditività post-intervento. Le comunicazioni sono partite in 2 tranche:

  • aprile 2025: 3.300 lettere destinate agli immobili di gruppo F (unità in corso di costruzione o definizione) prive di rendita catastale;
  • ottobre 2025: 12.000 lettere alle altre categorie catastali (immobili con un rapporto anomalo tra totale del bonus fruito e la rendita catastale di partenza).

1 immobile su 2 non è in regola

Condominio
Photo by Leohoho – Pixabay

Dopo le prime 3.500 verifiche concluse però, i dati che emergono dal Documento di Economia e Finanza non sono affatto positivi, e mostrano che 1.550 abitazioni necessitano di adeguamento del classamento. Questo vuol dire che quasi il 50% degli immobili verificati non ha ancora aggiornato la rendita catastale, dato significativo e preoccupante. Tra i controlli effettuati, comunque, c’era anche chi aveva regolarizzato correttamente la rendita (1.050 immobili, il 30% del totale) e chi non doveva affatto modificare la rendita in quanto le opere realizzate non incidevano su di essa (900 immobili, circa il 25% del totale).

Un risultato positivo che si è riscontrato, ha riguardato le regolarizzazioni in autonomia, arrivate in gran parte dopo l’avviso dell’invio delle lettere di compliance: solo nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto 70.000 dichiarazioni di variazione per immobili che hanno usufruito dei bonus edilizi, segnando un aumento del 25% rispetto al 2024. Ora, per il Fisco è arrivare al 2028 con un aggiornamento totale dei valori catastali per tutti gli edifici che sono stati oggetto di Superbonus, Ecobonus e simili: ci riuscirà?

Controlli dell’Agenzia delle Entrate, metà degli immobili è fuori regola: foto e immagini