Coniugi separati e tasse di casa: chi paga Imu e Tari?
Parliamo di coniugi separati e tasse di casa: a chi spetta pagare Imu e Tari quando c’è una separazione o un divorzio e la casa è assegnata al coniuge? Ecco cosa dice la legge a riguardo, e quali sono gli obblighi di chi resta nell’abitazione coniugale e di chi invece è costretto ad abbandonarla.

Quando un matrimonio finisce, le conseguenze non sono negative solamente dal punto di vista emotivo, ma anche da quello economico. In particolar modo, la situazione si complica quando il giudice assegna il diritto di abitazione nella casa coniugale a uno degli ex coniugi, e l’altro è obbligato ad andarsene. Oltre ai discorsi legati alla titolarità dell’immobile, quello che intimorisce chi è dovuto andarsene è un dubbio sulle tasse della casa: a chi spetta ora pagare Imu e Tari?
La scelta su quale dei due coniugi continuerà ad abitare nella casa che la coppia condivideva, spetta a un giudice, e riguardo i doveri inerenti le tasse, la legge è chiarissima. Vediamo insieme come ci si deve dividere, quindi, Imu e Tari quando ci si separa.
Coniugi separati e tasse di casa

Quando due coniugi si separano, l’Imu segue l’abitazione. Questo vuol dire che il dovere di pagarla spetta a chi resta a vivere nell’abitazione coniugale, a prescindere che ne sia il proprietario (per intero o in parte), oppure no. Il coniuge che continua a vivere nella casa diventa quindi l’unico soggetto passivo dell’Imu, mentre l’altra persona non ha alcun dovere in questo senso. Stesso discorso vale anche per la Tari, la tassa per i rifiuti, poiché ad usufruirne è unicamente il comodatario.
Alla base di questi obblighi c’è il fatto che il coniuge cui il giudice assegna la casa coniugale, è l’unico a viverci, e pertanto l’unico a doversi fare carico delle tasse ad essa afferenti. Il provvedimento dell’assegnazione è un titolo di detenzione qualificata dell’immobile, che non va a modificare i diritti del soggetto proprietario del bene, ma che ne modifica i doveri, in quanto se non usufruisce del bene, non deve nemmeno pagare le tasse che esso matura.
E le coppie di fatto?

Se quando si parla di matrimonio è tutto molto ben delineato, la cosa cambia leggermente nel caso delle coppie di fatto, delle convivenze e delle unioni civili, per le quali la confusione è ancora tanta. Secondo la legge n. 76/16 del Codice Civile, le regole sopra esposte relative all’assegnazione della casa coniugale e ai doveri del pagamento di Imu e Tari, valgono anche per le unioni civili e le convivenze, senza alcuna differenza.
Ciò detto, sorge un altro interrogativo: l’Imu si paga solamente sulla seconda casa, ma se uno dei due coniugi deve andare ad abitare altrove per volere del giudice, deve pagare l’Imu sulla casa dove abiterà? La risposta, fortunatamente, è no.
Infatti l’esenzione dell’Imu spetta ad entrambi i coniugi, purché:
- i due abbiano spostato la propria residenza in due immobili diversi;
- abbiano formalizzato la loro separazione;
- dimostrino che la loro dimora abituale è cambiata in maniera stabile.
In questo modo i due ottengono una doppia esenzione, a prescindere che gli immobili si trovino nello stesso Comune oppure no. A stabilirlo è l’ordinanza n. 893/2022 della Corte di Cassazione. Imu e Tari sono due tasse che fanno sorgere parecchi dubbi anche quando si tratta di immobili affittati, e in particolar modo l’Imu sulla seconda casa genera molta confusione. Ci sono casi infatti, come questo appena descritto, in cui l’Imu sulla seconda casa non si paga.