Climate change: quanto costa davvero il clima in Italia

Autore:
Erika Fameli
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Per l’Italia il prezzo del climate change e degli eventi estremi ammonta a 7 miliardi di euro ogni anno. Un recente indice rivela le spese che seguono terremoti alluvioni e tempeste nello Stivale, evidenziando le regioni più vulnerabili e parlando del Protection Gap: la situazione è critica.

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In Italia terremoti, alluvioni e tempeste non sono più eventi singoli che si scatenano una volta ogni tot. anni, ma sono diventati ormai all’ordine del giorno. Periodicamente, e con una cadenza sempre più regolare e ristretta, infatti, la Penisola è piegata da eventi climatici estremi che provocano danni ingenti a infrastrutture, famiglie e città. Questi danni ammontano a circa 7 miliardi di euro ogni anno.

A dirlo è il Natural Risk Index, un nuovo indice che evidenzia le regioni più vulnerabili di fronte al cambiamento climatico, e porta sotto i riflettori il Protection Gap, ossia la percentuale di danni che sono ancora senza copertura assicurativa e che, quindi, rappresentano la minaccia maggiore all’economia del Paese.

Il prezzo del climate change

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Secondo il Natural Risk Index il costo annuo che l’Italia deve affrontare per far fronte alle catastrofi naturali ammonta a 7 miliardi di euro. L’indice stima infatti, che nella Penisola ci sono 41 milioni di immobili esposti agli eventi meteo estremi, e che alcune regioni risultano essere molto più a rischio di altre. In particolare, a causare i danni maggiori in Italia sono:

  • terremoti,
  • alluvioni,
  • tempeste convettive,
  • ondate di calore,
  • inondazioni.

Il nuovo indice Natural Risk Index, promosso da Unipol, fornisce la prima mappa italiana dell’impatto di questi fenomeni sull’economia nazionale e i dati non sono affatto positivi. Questo indicatore nasce proprio con l’obiettivo di misurare in maniera sintetica e comparabile i rischi catastrofali a livello regionale, ed integra pericolosità (la probabilità che un evento dannoso si verifichi), l’esposizione (il valore economico dei beni presenti in un territorio soggetto a eventi) e la vulnerabilità (la predisposizione di tali beni a subire danni economici).

Natural Risk Index

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L’indice racconta un’Italia piegata dalle catastrofi naturali, che solo negli ultimi 12 mesi ha dovuto confrontarsi con eventi meteo che hanno generato costi per oltre 100 miliardi di euro. In totale, per ricostruire gli immobili danneggiati, servirebbero 14.400 miliardi di euro, una cifra che supera di 7 volte il PIL nazionale. Secondo i dati del report, la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto sono le regioni che presentano il rischio complessivo più elevato, a causa di una pericolosità naturale molto elevata e un’alta concentrazione di valore economico. L’indice, inoltre, porta a galla il dato critico del Protection Gap, ossia la percentuale di costi che non è coperta da assicurazione.

Il gap si attesta al 79%. Questo vuol dire che su 100 euro di danni potenziali, solo 21 sono coperti dall’assicurazione. Di conseguenza, il resto ricade direttamente sulle tasche dei cittadini, delle imprese e dello Stato. In questo senso, la regione con il gap maggiore in assoluto è la Calabria, dove arriva al 93% e, come sottolinea Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager di Unipol:

E’ evidente l’urgenza di adottare un approccio sistematico e integrato, fondato su una riduzione strutturale del rischio nelle aree più vulnerabili attraverso una maggiore diffusione delle coperture assicurative, lo sviluppo di politiche di prevenzione e adattamento basate su dati e analisi avanzate e il potenziamento della resilienza finanziaria e operativa del sistema economico.

Climate change, quanto costa davvero il clima in Italia: foto e immagini