Cina: sei milioni di asini sterminati per produrre l’ejiao
Allarme globale per la carneficina degli asini uccisi per produrre l’ejiao, una sorta di “elisir miracoloso” che sin dall’antichità fa parte della tradizione popolare cinese.

Ogni anno vengono sterminati circa sei milioni di asini per soddisfare la domanda crescente di ejiao in Cina. A rivelarlo l’ultimo rapporto realizzato dall’organizzazione britannica The Donkey Sanctuary, intitolato “Donkeys in global trade”.
Cina: sei milioni di asini sterminati per produrre l’ejiao

L’ejiao è un rimedio popolare che fa parte della tradizione cinese da oltre duemila anni. Utilizzata per curare le emorragie, riequilibrare l’energia vitale dello ying e dello yang e, recentemente, anche per combattere l’invecchiamento e aumentare la libido, questa “pozione miracolosa”, ovviamente non riconosciuta dalla medicina ufficiale, viene prodotta attraverso una gelatina ricavata dalla pelle degli asini.
Negli ultimi 10 anni l’industria dell’ejiao ha fatto registrare una crescita esponenziale. In particolare, il 2016 e il 2021, la produzione è aumentata del 160%. Come evidenziato dall’indagine condotta da Donkey Sanctuary, si prevede che, entro il 2027, gli asini sterminati saranno 6,7 milioni e a causa del rapido declino della popolazione di asini in Cina, i commercianti di pelli hanno messo a punto una vera e propria organizzazione criminale, prendendo di mira gli esemplari più vulnerabili e le comunità che dipendono da loro, nei Paesi dell’Africa e del mondo.
Per fermare questa carneficina, secondo gli attivisti dell’organizzazione britannica, servirebbe una moratoria nella macellazione degli asini per la loro pelle in tutti i Paesi dell’Africa. Come già accaduto in Brasile, dove è stata presentata un proposta di legge simile che entro la fine dell’anno dovrebbe essere approvata dal Parlamento.
Il massacro di 6 milioni di asini ogni anno è un disastro per il benessere degli animali. Gli asini sono un’ancora di salvezza per le persone che vivono in alcuni degli ambienti più difficili della terra, dove la perdita di un asino può fare la differenza tra una modesta sopravvivenza e la miseria. Gli asini sono rimasti invisibili nel dibattito politico per troppo tempo. Affinché questa problematica arrivi ai più alti livelli decisionali in Africa e Brasile, si deve riconoscere la portata e la brutalità del commercio di pelli e il ruolo vitale degli asini in tutto il mondo.
ha affermato Marianne Steele, CEO di The Donkey Sanctuary.
Si può soddisfare la richiesta con metodi umani e sostenibili

Oltre a essere disumani, i metodi di macellazione sono anche antigenici e il trasporto di pelli non trattate, unito allo smaltimento inadeguato delle carcasse degli asini, rischia di innescare la diffusione di malattie infettive e di danneggiare gli ecosistemi locali.
In una ricerca commissionata da Donkey Sanctuary alla Wildlife Conservation Research dell’Università di Oxford, è stato anche scoperto che in molti casi le pelli di asino vengono vendute e spedite insieme a prodotti illegali della fauna selvatica, come scaglie di pangolino, avorio e cavallucci marini. E’ quindi necessario riuscire a regolamentare il commercio di pelli e a intervenire contro quei criminali che sfruttano l’ambiente e i propri esseri viventi.
In conclusione il rapporto evidenzia come la richiesta crescente di ejiao potrebbe essere soddisfatta utilizzando metodi umani e sostenibili:
Stiamo incoraggiando i produttori di ejiao a fermare la macellazione e a porre fine al commercio della pelle degli asini, abbandonando l’uso del collagene proveniente da asini veri e passando al collagene prodotto nei laboratori utilizzando processi di agricoltura cellulare. A sostegno di questo, stiamo sensibilizzando su questa tecnologia più sicura, più pulita e umana e facendo notare l’inutile crudeltà, devastazione e rischi associati al commercio globale di asini per il collagene estratto dalla loro pelle.