Approvata in Cile una legge rivoluzionaria: definiti i termini dell’ecocidio
Con una svolta storica il Cile ha approvato la prima legge ad adottare integralmente gli elementi della definizione internazionale di ecocidio.
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Un eccezionale passo in avanti per il futuro del Pianeta arriva direttamente dal Cile. Questa volta, però, non si tratta di un progetto innovativo dal punto di vista tecnologico ma bensì di un altrettanto fondamentale progresso in materia di crimini ambientali. Il paese sudamericano ha infatti appena approvato una nuova legge contro l’ecocidio.
Ecocidio: genesi e storia legale del termine

Il termine ecocidio ha visto la luce nel 1970 per merito di un biologo americano, Arthur Galston, che lo utilizzò per descrivere i danni provocati da un defoliante, denominato “agente arancio”, che l’esercito statunitense utilizzò in quantità massicce sulle foreste tropicali durante il conflitto in Vietnam. Nel 1973, invece, Richard Falk, professore di Diritto internazionale, fornì la prima analisi legale di questo termine.
Secondo la definizione stilata nel 2021 da un team di esperti legali riuniti dalla coalizione Stop Ecocide International, per ecocidio si intendono “atti illeciti o arbitrari commessi con la consapevolezza che esiste una notevole probabilità che tali atti causino danni gravi e diffusi o a lungo termine all’ambiente”. Visto che danneggiare seriamente l’ambiente significa anche danneggiare seriamente la salute umana, la coalizione ha anche chiesto che questo reato venga aggiunto ai crimini -crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidi- di cui si occupa la Corte penale internazionale dell’Aja.
Allo stato attuale la cerchia ristretta di Paesi che possiedono una legislazione che contempli in maniera esplicita il reato di ecocidio include Russia, Kazakistan, Ucraina, Tagikistan, Georgia, Bielorussia, Moldova e Armenia. Il primo Paese membro dell’UE a introdurre il reato di ecocidio all’interno della normativa nazionale è stata la Francia nel 2021.
Svolta storica: in Cile approvata una legge sull’ecocidio

Mentre il Messico sta provando in maniera insistente a inserire la definizione di reato nella propria legislazione, il Cile è riuscito a compiere il salto definitivo facendo le cose in grande. Con una svolta storica lo stato sudamericano si è imposto infatti come il il primo Paese al mondo ad adottare integralmente gli elementi della definizione internazionale di ecocidio nella propria legislazione nazionale. Un risultato inseguito per diverso tempo che è stato raggiunto attraverso un lavoro ben strutturato.
Nello specifico è stata inserita all’interno del codice penale la cosiddetta “Legge dei crimini del colletto“, che regola i reati economici e, più precisamente, anche alcuni crimini ambientali raccolti nel titolo “Tentativi contro l’ambiente”.
In pratica questa nuova legge, identificata con il numero 21.595, ha permesso di consolidare e incorporare, negli articoli dal 308 al 310 ter del proprio codice, i reati contro l’ambiente, che in passato erano invece dispersi in vari corpi giuridici. In più sono stati introdotti nuovi reati ambientali, tra cui l’elusione del sistema di valutazione dell’impatto ambientale, sanzioni ambientali reiterate, estrazione illegale di acqua e grave danno ambientale. Inoltre sono state inserite delle modifiche in riferimento legge che disciplina le competenze della Sovrintendenza all’Ambiente (SMA) e del Servizio di Valutazione Ambientale (SEA).
Adesso sarà quindi fondamentale riuscire ad applicare in maniera efficace la legge mentre il prossimo passo, come richiesto attraverso una risoluzione parlamentare, potrebbe essere essere riconoscere l’ecocidio come quinto crimine contro la pace nello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale. Un ulteriore mossa sulla quale il governo cileno, al momento, sta ancora temporeggiando.