Un campo di girasoli al posto della discarica: l’esempio virtuoso nell’isola di Bali
Bali, impegnandosi con passione un gruppo di volontari ha ripulito una discarica a cielo aperto sostituendola con un meraviglioso campo di girasoli.
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Come trasformare un luogo orribile e inquinante in un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale? La risposta arriva direttamente dall’isola di Bali dove un associazione di volontari è riuscita a “sostituire” una discarica illegale con un campo di girasoli, realizzando l’impresa in tempi record.
Una discarica illegale a cielo aperto

Mare cristallino, spiagge meravigliose, giornate lunghissime all’insegna del divertimento. Nell’immaginario collettivo l’isola di Bali rappresenta un posto da sogno dove poter trascorrere una vacanza oppure, addirittura, decidere di trasferirsi definitivamente. Nessun potrebbe pensare che in questo angolo di paradiso in terra possa esistere alcun tipo di problema, tanto meno di natura ambientale. E invece, nei mesi scorsi, come purtroppo accade in molte altre parti del Pianeta, qualcuno ha deciso di inquinare il paesaggio scaricando rifiuti di ogni genere sulle rive del fiume Nyanyi, avvelenando l’acqua, l’aria e la terra. Il risultato finale di questo via vai di camion tossici è stata la creazione di una discarica a cielo aperto, ovviamente illegale.
La situazione a un certo punto è diventata insostenibile, e allora, tenuto conto dell’immobilismo che spesso pervade chi dovrebbe vigilare perché investito da ruoli istituzionali, i cittadini hanno deciso di intervenire organizzandosi in maniera autonoma per ripulire questo scempio.
In particolare. la palla è stata presa in mano dai fratelli Bencheghib. Gary, Kelly e Sam sono tre figure ormai diventate famose in Indonesia e dintorni grazie al loro amore per la natura e all’attenzione costante nei confronti delle tematiche ambientali. Nel corso degli ultimi anni si sono impegnati in maniera attiva e concreta ponendo al centro della propria missione la bonifica dei fiumi.
Bali: un campo di girasoli al posto della discarica

Con un atteggiamento di devozione nei confronti del loro Paese di origine, i “Bencheghib Broters” sono riusciti a installare nei corsi d’acqua circa 180 barriere galleggianti in grado di catturare i rifiuti. Allo stato attuale questo sistema, tanto semplice quanto efficace, ha permesso di salvaguardare la salute dei mari, evitando che venissero contaminati da oltre 1.300.000 chili di plastica e altri scarti di vario genere. Un lavoro a dir poco lodevole che è stato possibile grazie all’organizzazione ambientalista Sungai Watch, fondata proprio dai tre fratelli nel 2020.
L’associazione conta al momento un team di 90 attivisti che si fanno chiamare simbolicamente “guerrieri dei fiumi”. Vista la loro passione, Gary, Kelly e Sam non potevano che prendere di mira anche la problematica riguardante la discarica illegale di Bali. E con la solita dedizione sono riusciti a realizzare qualcosa di straordinario. Coadiuvati dai loro “combattenti” e da volontari appartenenti ad altre associazioni, hanno infatti rimosso la bellezza di 17mila chili di rifiuti plastici in appena tre settimane.
Il loro impegno, però, non si è limitato soltanto a questa imponente opera di pulizia. Sulla riva del fiume Nyanyi, che si estende per 300 metri, gli attivisti hanno anche piantato un migliaio di girasoli, fiori meravigliosi che possiedono inoltre la capacità di depurare il terreno da sostanze inquinanti e tossiche, come l’arsenico e il piombo.
Facendo così sono stati raggiunti due obiettivi in un sol colpo: recuperare una zona deturpata e riuscire a dare un aiuto concreto all’ambiente. Un esempio virtuoso che dimostra quanto sia fondamentale impegnarsi con dedizione in maniera spontanea al fine di combattere l’inquinamento e migliorare il futuro Pianeta.