Caldo estremo, a rischio un terzo degli animali
Un’ultima analisi pubblicata recentemente su Scienze propone uno scenario estremamente pessimistico per quanto riguarda la sopravvivenza di un terzo degli animali presenti sulla Terra e tutto per colpa delle emissioni di gas serra.

Dagli anni Sessanta a oggi, la quota di specie animali estinte a causa del cambiamento climatico è aumentata del 4% ogni 10 anni. Partendo da ciò, una recente analisi pubblicata sulla rivista Science, ha anche sottolineato che, continuando in questo modo, in futuro si potrà perdere fino a un terzo degli animali oggi conosciuti.
Gli animali più a rischio
Le specie più a rischio sono quelle che vivono in Nuova Zelanda, Australia e Sud America, in particolare nelle zone montuose e insulari o in ecosistemi di acqua dolce. Lo studio, condotto da Mark Urban, docente di ecologia e biologia dell’evoluzione presso l’Università del Connecticut, ha valutato i risultati emersi da 485 studi eseguiti negli ultimi 30 anni in merito alle previsioni sulla sopravvivenza della maggior parte degli animali a oggi conosciuti.
Nello specifico, dall’analisi è emerso che, data la situazione attuale di circa 1,3°C in più rispetto alle temperature pre-industriali, ci si dirige verso l’estinzione dell’1,6% delle specie animali esistenti. Se si dovesse superare la soglia dell’1,5°C prevista dagli Accordi di Parigi, il rischio aumenterebbe a 2,7%.
Nel peggiore scenario possibile ipotizzato dallo studio, circa un terzo degli animali che popolano attualmente il Pianeta scomparirebbe per sempre. In particolare, quelli che vivono in Australia e Nuova Zelanda corrono un rischio maggiore, perché non avrebbero la possibilità di potersi spostare alla ricerca di un habitat migliore per via dell’Oceano.
Entrando più nel dettaglio dei gruppi tassonomici e degli ecosistemi esistenti, l’analisi sottolinea che nel mirino si trovano gli anfibi e gli animali che vivono sulle isole, in montagna e nelle zone di acqua dolce; questo perché non solo possono spostarsi meno, ma gli ecosistemi in cui vivono sono particolarmente sensibili al cambiamento climatico e alle invasioni da parte di specie aliene.
Una realtà fin troppo sottostimata
Se i numeri proposti sono già allarmanti, bisogna pensare che probabilmente sono addirittura più alti e preoccupanti. Il numero delle specie estinte per colpa del riscaldamento globale è, infatti, sottostimato e questo perché l’attenzione si concentra maggiormente sui vertebrati, lasciando in secondo piano tutte le altre specie (non poche).

Non solo, perché gli animali conosciuti sono pochissimi rispetto a quelli che esistono realmente sulla Terra e nonostante le specie poco note siano parecchie meritano comunque attenzione e rispetto, soprattutto a fronte dell’aumento delle specie aliene invasive.