Caccia: l’Ue ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia
Secondo l’Ue, l’Italia non rispetta le leggi comunitarie nell’ambito della caccia. Nel mirino soprattutto la direttiva Uccelli e il regolamento Reach sull’utilizzo di proiettili di piombo.

La Commissione europea avverte l’Italia in materia di caccia, attraverso una procedura di infrazione per mancato allineamento alle direttive Ue. La lettera di messa in mora è stata recapitata nei giorni scorsi e adesso Roma sarà costretta a fornire delle risposte convincenti ed esaustive nell’arco di due mesi.
Caccia: l’Ue ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia

La Commissione ritiene che diversi atti legislativi italiani non siano conformi alla vigente legislazione comunitaria. A finire sotto la lente di ingrandimento di Bruxelles sono stati in particolare la direttiva Uccelli e il regolamento Reach. Quest’ultimo, composto da 141 articoli e 17 allegati tecnici, ha il compito di registrare, valutare, autorizzare e porre un freno alla diffusione delle sostanze chimiche che possono rivelarsi pericolose per la salute umana, per gli animali e per l’ambiente.
In più il regolamento promuove anche metodi alternativi per la valutazione dei rischi derivanti dalle sostanze, con l’obiettivo di ridurre il numero delle sperimentazioni condotte sugli animali.
Nell’ambito della caccia il Reach limita l’utilizzo dei pallini contenenti piombo, allo scopo di salvaguardare innanzitutto gli uccelli acquatici. L’Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche) ha infatti stimato che ogni anno almeno 127 milioni di uccelli sono a rischio di avvelenamento da piombo, che, successivamente, rischia di trasmettersi indirettamente a quelle specie animali che si alimentano con carcasse di volatili abbattuti con proiettili di questo tipo.
Inoltre, la tossicità di questo metallo mette seriamente in pericolo anche l’ambiente e le persone. A questo proposito, sempre l’Echa ha calcolato come circa un milione di bambini risultino vulnerabili agli effetti tossici del piombo a causa del consumo di carne da selvaggina.
In sostanza, secondo la Commissione, la legislazione italiana non rispetta la limitazione, introdotta in Europa nel 2021, che ha stabilito il divieto di utilizzare munizioni di piombo all’interno o in prossimità di zone umide a partire dal 15 febbraio 2023.
Una legislazione troppo permissiva

Per quanto riguarda invece la direttiva Uccelli, Bruxelles ha sottolineato come la legislazione italiana dia alle Regioni il potere di autorizzare l’uccisione o la cattura di specie di fauna selvatica, anche nelle aree in cui la caccia è vietata, come le aree protette, e durante il periodo dell’anno in cui la caccia è vietata.
La Commissione ha inoltre bacchettato l’Italia anche per la pesca involontaria di specie protette, come delfini, tartarughe e uccelli marini, che frequentemente restano intrappolati nelle reti e non riescono a sopravvivere. E’ stata quindi aperta una procedura d’infrazione in merito alla violazione delle regole imposte dalla direttiva Habitat. Infine all’Italia è stata contestata anche la mancata attuazione di iniziative volte a garantire che delfini, tartarughe e uccelli siano tutelati nelle zone inserite nell’elenco delle aree destinate alla loro salvaguardia e facenti parte del programma europeo “Natura 2000“.
Come ampiamente preventivato e da noi più volte preannunciato, la Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro il nostro Paese per le norme filo venatorie approvate in questi mesi da governo e Parlamento. Vengono sostanzialmente bocciate tutte le modifiche introdotte in questi mesi dal governo Meloni per compiacere i cacciatori”. Chiediamo ai nostri ministri e ai nostri parlamentari un gesto di responsabilità nei confronti del Paese e di noi cittadini, ritirando quelle proposte di legge e quei provvedimenti varati in questi mesi per accontentare le doppiette, a partire dalla contestatissima proposta di legge Bruzzone ora all’esame della Camera.
ha dichiarato l’Ente nazionale protezione animali (Enpa).