Bottiglie di plastica: le novità green del 2025

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Il 2025 sarà un anno di cambiamenti per le bottiglie di plastica: dopo il tappo salva-ambiente, entreranno in vigore ulteriori decisioni per ridurre l’inquinamento e favorire il riciclo.

Tappi attaccati alle bottiglie
Photo by Ansa

Dietro le ultime “rivoluzioni” con protagoniste le bottiglie di plastica c’è, anche stavolta, lo zampino dell’Unione Europea: da quest’anno, tutte le aziende produttrici, sono obbligate a utilizzare almeno il 25% di materiale riciclato per bottiglie con capacità fino a 3 litri.

Cosa cambia per i consumatori?

In generale, il nuovo obbligo non apporta grandi cambiamenti per i consumatori, anche se non si può escludere un rincaro sul costo finale delle bevande. Dal punto di vista estetico, le bottiglie potrebbero apparire più scure o giallastre, proprio per via della presenza di plastica riciclata, ma si tratta di un compromesso abbastanza sopportabile se si pensa a tutti i benefici a favore dell’ambiente.

Come è ben noto ormai a tutti, infatti, le bottiglie di plastica possono avere un impatto ambientale devastante se non vengono correttamente riciclate: la plastica monouso, per esempio, va a finire nei nostri mari dove, solo dopo anni e anni di esposizione agli agenti atmosferici, riesce a ridursi in minuscole particelle che vengono ingerite dai pesci e finiscono nei nostri piatti. Una prospettiva decisamente poco allettante.

Più nel dettaglio, una bottiglia di plastica non biodegradabile ha bisogno dai 10 ai 30 anni per degradare in mare; e non solo, perché il materiale più diffuso (PET), se esposto al sole, può rilasciare sostanze pericolose per i liquidi e per chi, ovviamente, li ingerisce.

Cosa dice la SUP?

Per arginare tutto questo, l’Unione Europea ha introdotto la direttiva SUP (Single Use Plastic), pensata proprio per ridurre l’impatto ambientale delle bottiglie monouso. La regola più nota riguarda il tappo attaccato alla bottiglia, ma il suo reale obiettivo è riciclare il 90% delle bottiglie di plastica monouso entro il 2029, con una tappa intermedia del 77% entro il 2025.

La plastica è praticamente ovunque e a risentirne non sono solo gli esemplari ittici, ma anche e soprattutto gli esseri umani. Se i pesci ingeriscono plastica, in automatico quest’ultima verrà ingerita dai consumatori in occasione di un pranzo o di una cena, il che mette a serio rischio la salute di milioni di persone in tutto il mondo.

Ecco perché, fin da quest’anno, per favorire il processo di riciclo, le bottiglie di plastica dovranno essere realizzate con almeno il 25% di plastica riciclata, percentuale che salirà al 30% entro il 2030.

Bottiglie, Plastica
Photo by Hans – Pixabay

Su questo l’Italia sembra essere particolarmente determinata, anche perché, secondo numerosi studi, i nostri mari sono tra i più inquinati in assoluto, in primis il Mar Mediterraneo. Si tratta di favorire non solo il benessere dell’ambiente, ma anche quello dei cittadini e, al contempo, di lottare efficacemente e a lungo termine contro il cambiamento climatico, il riscaldamento globale e l’estinzione di numerosi habitat naturali e specie animali a rischio.

Bottiglie di plastica, cambiamenti in arrivo: foto e immagini